Dalla Carnia a Liverpool i Charlestones al Cavern

UDINE Da Tolmezzo a Liverpool sulle orme dei Beatles. Mattia Bonanni, Gian Marco Crevatin, Matteo Peresson e Federico Pellizzari, tre carnici e un triestino poco piú che ventenni, amanti della musica pop e rock, domani e giovedí si esibiranno nella città dei Beatles, al mitico Cavern club dove lo storico gruppo piú volte fu osannato dal pubblico in delirio. Oggi, i magnifici quattro degli anni Duemila, volto da ragazzini, jeans stretti, capelli sgarruffati, in arte The Charlestones (nella ricerca del nome si sono ispirati a un negozio di cianfrusaglie), sono stati invitati, attraverso la loro agenzia Virus concerti di Pordenone, al festival internazionale Pop Overthrow, nel “tempio” dei Beatles.
La loro è una storia semplice iniziata tra i banchi del liceo e proseguita nelle aule universitarie. Erano adolescenti quando cominciarono a strimpellare con la chitarra e ad ascoltare i grandi del pop e del rock al punto da riuscire, ora, a esibirsi in perfetto inglese e a sentirsi in dovere di dire «grazie» a ogni fine canzone per chiarire la loro nazionalità. «La nostra è una passione vera, non vogliamo scimmiottare o imitare nessuno» afferma Mattia per spiegare, con molta modestia, che spesso il pubblico pensa di trovarsi di fronte a una band inglese.
Da italiani apprezzati per le loro capacità musicali e vocali, quindi, The Charlestones si apprestano a salire sull’aereo che tra qualche ora atterrerà a Liverpool, nella culla dei Beatles. E dal palco del Cavern club dove, negli anni Sessanta, nasceva l’intramontabile mito dei Beatles, per 40 minuti, Mattia voce solista, Gian Marco alla chitarra, Matteo al basso e Federico alla batteria, proporranno brani tratti dal loro primo Ep Dont’ Believe In the Man With Braces and Belt inciso nel 2009 e dai due dischi Out From The Blue e Off The Beat.
L’emozione non manca perché per la classica brit-pop band, nata 5 anni fa, è una sorta di secondo debutto. «È la prima volta che andiamo a suonare cosí lontano, per noi il fatto che gli organizzatori del festival abbiano aperto le porte a un gruppo italiano è un riconoscimento non da poco» aggiunge il giovane musicista nato a Parigi (la mamma è francese) e cresciuto a Raveo, un comune di 500 anime, nelle montagne della Carnia.
Proprio perché i Charlestones hanno studiato la storia del pop e del rock inglese e americano, quando hanno ricevuto l’invito al festival Pop Overthrow quasi non ci credevano: «Tempo fa - rivela Mattia - avevamo messo in conto che prima o poi qualcosa di importante sarebbe arrivato: alle volte i sogni diventano realtà».
Liverpool è la tappa di un cammino che si preannuncia ricco di emozioni per la band già presente in diverse classiche. Nel 2010, il singolo Westfora Carillon estratto dal primo disco Out From The Blue (Moscow), venne scelto come singolo della settimana da iTunes Italia, mentre nell’aprile 2011 la band entrò nelle line-up dei festival estivi. Qualche mese dopo fu il portale Mtv New Generation a scegliere The Charlestones come artista del mese. Da qui i riconoscimenti non si contano piú: Off The Beat è stato pubblicato in Giappone dalla This Time Records di Tokyo e il video del singolo She Was A Firework è in rotazione su uno dei maggiori network televisivi del Giappone.
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