Dal leccio al tiglio: ecco i monumenti verdi protetti in regione

In Fvg un centinaio di alberi salvaguardati con fondi pubblici. Una trentina di domande finanziate per 300 mila euro

UDINE. Platani, ippocastani, cedri. O il tasso all’inizio del parco di Villa Manin a Passariano, un esemplare di circa 200 anni. E ancora il gelso a Udine, in piazza Patriarcato, cresciuto in libertà, e il tulipifero centenario di Porcia. Sono alcuni tra gli alberi monumentali del Friuli Venezia Giulia, che la Regione, con finanziamenti ad hoc, ha deciso di proteggere e salvaguardare.

Il Fvg è la prima regione in Italia a dotarsi di un regolamento che prevede contributi da 500 a 5 mila euro per i grandi arbusti, veri e propri monumenti verdi che necessitano di attenzioni. Ieri è stata Mariagrazia Santoro, assessore alla Pianificazione territoriale, a spiegare che sono un centinaio gli alberi monumentali in Friuli Venezia Giulia su cui verranno effettuati interventi di salvaguardia per circa 300 mila euro.

È il risultato del primo bando regionale aperto proprio per la cura degli alberi monumentali inclusi nell’elenco stilato dalla Regione e che al momento conta 138 piante di valore storico.

«Abbiamo soddisfatto tutte le domande pervenute», ha annunciato l’assessore, aprendo i lavori del convegno dedicato alle nuove regole per la cura e la salvaguardia dei monumenti verdi, che ha radunato funzionari pubblici, privati e tecnici del settore.

«Nel 2016 abbiamo effettuato un intervento di aggiornamento normativo sulla legge regionale per passare dalla tutela passiva a quella attiva – ha ricordato Santoro – e oggi siamo la prima regione in Italia ad aver introdotto un canale contributivo per interventi da parte dei Comuni o dei privati. Una revisione normativa che ha consentito di mettere a sistema tutti gli aspetti che riguardano questo tema, apparentemente settoriale, ma che invece coniuga elementi naturalistici con fattori simbolici e culturali legati alla natura dei luoghi».

Quello degli alberi monumentali è un settore non esclusivamente “botanico” ma che «mette in campo una serie di altissime professionalità e specializzazioni, di cui fortunatamente la nostra regione è ricchissima», ha evidenziato ancora l’assessore. La giunta ha stabilito che sono ammissibili a contributo le spese per gli interventi di potatura e quelli di cura delle radici, per consolidamenti e trattamenti biologici in chioma nonché per le valutazioni fitopatologiche e di stabilità non invasive.

Non solo. Trovano sostegno anche i miglioramenti del contesto territoriale e ambientale circostante l’arbusto, come i trattamenti biologici di miglioramento delle condizioni del suolo nella zona di protezione dell’albero, le installazioni di sistemi parafulmine, la posa di steccati e recinzioni per evitare l’accesso a eventuali aree sensibili e per tutelare la pubblica incolumità, la realizzazione di percorsi o pavimenti sollevati e aerati per evitare il compattamento del terreno, la pulizia del sottobosco e delle piante concorrenti o infestanti.

A quelle finalità si associano anche il sostegno alle spese per le iniziative di divulgazione, conoscenza e significato della tutela degli alberi monumentali, quali incontri pubblici sulle tematiche relative alla cura e salvaguardia di quelle piante nonché le spese tecniche del professionista incaricato.

«Il Friuli Venezia Giulia – ha concluso Santoro – è la prima Regione, con la Sardegna, ad aver schedato gli alberi monumentali e previsto appositi finanziamenti per la loro tutela e salvaguardia. Alla base della nostra scelta c’è il fatto che abbiamo riconosciuto nell’operazione, governata dallo Stato, un importante riscontro sia di tipo naturalistico ambientale, sia turistico».

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