Dal Fvg è fuga in Veneto per le cure termali

UDINE. Non tirano nè quelle le strutture di Arta Terme, nè quelle di Grado. Tanto che i corregionali preferiscono il vicino Veneto, soprattutto per le cure attraverso i fanghi. A rivelarlo è stata ieri l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, che in Consiglio regionale ha offerto lo spaccato sul “turismo sanitario”, rispondendo a un’interrogazione del consigliere di Fi Rodolfo Ziberna.
Un fotografia positiva, secondo l’assessore, tranne sul fronte delle cure termali, settore nel quale il dato di fuga dal Fvg relativo al 2013 è di 2,3 milioni, dei quali 1,6 verso il Veneto, mentre quello di attrazione si ferma a 77 mila 546 euro, dei quali 29 mila 827 dal Veneto. «Il 65 per cento della fuga per cure termali è da ascrivere ai fanghi», ha spiegato Telesca.
Negli altri settori, invece, il saldo tra attrazione e fuga resta positivo. I dati forniti in Consiglio dicono che in quanto a mobilità interregionale, nel 2011 l’importo totale di fuga è stato di 68 milioni e mezzo di euro a fronte di un’attrazione arrivata invece a di 94,1 milioni.
E il saldo positivo è stato registrato anche nel 2012 – 69,1 milioni di euro contro 97,6 milioni – e nel 2013 – 72 milioni l’importo di fuga mentre l’attrazione ammonta a 98,6 milioni.
«Il dato di mobilità più rilevante – ha spiegato Telesca – è quello relativo ai ricoveri ospedalieri per il quale si registra ugualmente un saldo positivo». I numeri del 2013 (ultimo dato disponibile) sul fronte dei ricoveri ospedalieri dicono che l’importo relativo alla fuga è stato di 49,3 milioni di euro, dei quali 28,8 milioni verso il Veneto, contro un’attrazione che ammonta a 66,2 milioni, dei quali 45,1 milioni dal Veneto.
«Anche per la specialistica ambulatoriale il saldo tra attrazione e fuga è positivo» ha aggiunto l’assessore riportando come il dato di fuga per il 2013 in quel campo ammonti a 14,5 milioni – dei quali 11,1 milioni verso il Veneto – rispetto a un’attrazione di 21,4 milioni – 16,3 milioni dal Veneto.
Ieri, invece, su proposta di Telesca la giunta ha approvato la delibera per fornire alle Aziende per l’assistenza sanitaria le linee di indirizzo per la riorganizzazione e la valorizzazione dei Consultori familiari, ma anche per la valorizzazione e il consolidamento del ruolo del Distretto.
«Con questo provvedimento – ha precisato l’assessore – forniamo agli enti del sistema sanitario regionale le linee di indirizzo per la valorizzazione e il consolidamento del ruolo del Distretto, riconoscendone l’autonomia gestionale e specificando che anche nelle Aziende sanitarie, dove è prevista la realizzazione del dipartimento delle cure primarie, devono essere individuate e sviluppate le funzioni», ha concluso Telesca.
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