Da tutto il mondo per studiare Palmanova

PALMANOVA. Un convegno internazionale sull’architettura militare di Venezia. E a Palmanova, per parlarne, arrivano studiosi da tutto il mondo: dalle principali Università italiane, ma anche dagli Atenei e i Centri di studio di Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia, Svizzera, Croazia e Montenegro.
Accadrà il prossimo fine settimana, da venerdì a domenica: tre giornate per indagare l’architettura militare sviluppata dalla Repubblica veneziana in terraferma e in Adriatico fra XVI e XVII secolo, ma anche per discutere di conservazione, gestione e valorizzazione delle fortificazioni.
Tutte tematiche che s’inseriscono nel percorso di riconoscimento Unesco che la città stellata ha intrapreso all’interno di una candidatura seriale transnazionale (“Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo”) di cui è capofila la città di Bergamo e che comprende anche le fortificazioni militari veneziane di Peschiera del Garda, Venezia, Chioggia e alcuni siti di Croazia e Montenegro.
Il convegno è organizzato dal Comune di Palmanova, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con la Regione. Ne è curatore scientifico Francesco Paolo Fiore, direttore del Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’Architettura dell’Università “Sapienza” di Roma. «Palmanova – spiega il professor Fiore - costituisce un episodio architettonico straordinario, ma non isolato: proprio dal confronto con le altre iniziative di architettura militare veneziana per il controllo del territorio sia a terra che a mare, emerge in tutta la sua grandezza il valore di Palmanova, una vera e propria stella che brilla per unicità mondiale».
Diversi i temi delle giornate di studio, per comprendere lo scenario internazionale dell’Europa nella seconda metà del 500, per analizzare i cambiamenti che interessano l’architettura militare dell’epoca, per cogliere quali analogie e differenze connotano la fortezza di Palmanova rispetto agli altri interventi di Venezia sia in terraferma che lungo le sponde dell’Adriatico.
Nel pomeriggio di sabato, dopo la parte più strettamente storico-scientifica, il convegno si aprirà all’attualità con l’architetto Adele Cesi, ministeriale dell’Ufficio patrimonio mondiale Unesco, che farà il punto sull’iter della candidatura. Una tavola rotonda, moderata dal giornalista Gianpaolo Carbonetto, sposterà poi l’attenzione sui processi di gestione e valorizzazione dei beni architettonici. Ne discuteranno esponenti del Ministero dei beni culturali, politici (presente anche l’assessore regionale Gianni Torrenti), docenti universitari, economisti. Domenica mattina, il convegno si chiuderà con una visita guidata alla fortezza.
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