Da dipendente a imprenditore: Mauro Budai re dei contatori

Nel 1991, dopo un passato alla fonderia di Lauzacco, crea la BMeters. Oggi lavorano in azienda anche i due figli Nicola e Marco e la moglie Paola: il premio del Messaggero Veneto giovedì 8 ottobre nella sede di Confindustria

Maurizio Cescon
Al centro Mauro Budai, fondatore e presidente di BMeters, con i figli Nicola e Marco
Al centro Mauro Budai, fondatore e presidente di BMeters, con i figli Nicola e Marco

Prima impara il mestiere, poi fa il terzista, da lì a pochi anni si mette in proprio e crea un’azienda che cresce e sviluppa il business in particolare all’estero, fatturando oggi 41 milioni di euro. Il protagonista di questa avventura imprenditoriale made in Friuli è Mauro Budai, che nel 1991 fonda la BMeters a Bagnaria Arsa, poi trasferitasi a Gonars, dove c’è il quartier generale.

Il core business è la realizzazione di contatori, tenendo sempre il passo e anzi anticipando le innovazioni tecnologiche nel corso del tempo, fino ai dispositivi smart e digitali. Un’azienda giunta alla seconda generazione, visto che nei ruoli apicali ci sono i figli del presidente Mauro Budai, ovvero Nicola, 43 anni, che si occupa di acquisti, ricerca e sviluppo, Marco, 41 anni, il direttore delle vendite. La moglie del fondatore, Paola Marcuzzi, gestisce invece la parte amministrativa.

«Mio padre ha lavorato dal 1972 all’82 come dipendente e capo reparto alla fonderia Fontanini di Lauzacco (che non esiste più) dove ha imparato a costruire i contatori per l’acqua», racconta Marco Budai, «quando poi la fonderia ha chiuso, nell’82 ha costituito una piccola impresa artigianale che faceva lavori conto terzi, ovvero assemblaggio e montaggio di prodotti di meccanica di precisione e contatori per altre aziende strutturate, come la Friulsider e la Maddalena».

Il 1991 è l’anno che cambia la vita di Budai, la svolta, maturata e attesa. Nasce così la BMeters, che nel 2026 ha festeggiato i 35 anni di attività. La crescita, con un occhio privilegiato per i Paesi esteri, è stato subito impetuosa. Nel 1994 è stata aperta la prima filiale commerciale in Ungheria, poi sono seguite basi in Spagna, Inghilterra, Romania, mentre in Polonia è operativo un sito produttivo, con una sessantina di addetti.

«Abbiamo cominciano un capannone davanti a casa», dice ancora Marco Budai, «una fabbrichetta che cominciò l’attività con una ventina di persone. Ma la prima filiale commerciale in Ungheria ci diede slancio e sicurezza in quello che stavamo facendo, avevamo capito che eravamo sulla strada giusta. All’estero ci siamo specializzati nel mercato privato, nella grande distribuzione e nei contatori divisionali, residenziali per i condomini e l’industria. Un filone che abbiamo mantenuto, visto che proprio nelle ultime settimane abbiamo chiuso un contratto con il gruppo tedesco Tecnomat per fornire loro tutta la gamma di apparecchiature che vengono utilizzate nel settore dell’edilizia».

Quando la famiglia fa vivere l’impresa: a Udine l’evento che celebra un sistema
Luca PianaLuca Piana
Le imprese di famiglia nell’interpretazione di Massimo Jatosti

Molte e significative le tappe che hanno portato al successo BMeters. Negli anni Novanta l’imprenditore e fondatore si concentra sulla varietà della produzione e sulla qualità, sull’affinamento della parte meccanica. Il vero salto di qualità che dà una spinta al fatturato e al livello qualitativo complessivo della ditta, risale al 2006, quando in Germania iniziavano a essere prodotti i primi contatori teleletti.

A quel punto anche BMeters ha sviluppato un modulo radio di comunicazione per rendere possibile la lettura dei contatori a distanza: il primo modulo radio sviluppato in Italia porta la firma di BMeters ed è uscito dallo stabilimento che nel frattempo, da Bagnaria Arsa, si era trasferito a Gonars. Attorno al 2010, 2012 l’azienda ha cominciato a produrre internamente un contatore d’acqua e di energia termica. Nel 2018 si passa ai digitali smart. «L’evoluzione degli strumenti smart è continua, non si ferma mai», osserva Marco Budai, «sono dispositivi che diventano sempre più efficaci e funzionali, con un consumo della batteria sempre migliore e più efficace».

Attualmente in Friuli BMeters produce 2,2 milioni di contatori ogni anno, che vengono venduti e distribuiti un po’ in tutto il mondo. L’azienda vanta contatti commerciali in 90 Paesi, quelli continuativi, che fanno ordini fissi, sono circa 70, i clienti più importanti l’Europa con il 65%, poi Middle East e Sud Est Asiatico. Il personale, circa 105 addetti nella fabbrica di Gonars, annovera ingegneri meccanici, elettronici e softweristi, oltre a tecnici e operai. L’automazione èentrata in azienda negli ultimi anni e così sarà anche in futuro. Si realizzano 3 modelli radio con diverse frequenze per Usa, Australia, Europa, mentre i modelli totali di contatore sono una decina.

Interessanti le dinamiche che si sono aperte in BMeters tra le due generazioni di imprenditori, tra padre fondatore e figli, tutti impegnati nello sviluppo dell’azienda. «Noi due fratelli», conclude Marco Budai, «abbiamo sempre respirato, fin da ragazzini, questo clima imprenditoriale, siamo stati catturati dalla rete familiare. Mio fratello Nicola ha cominciato come il classico tuttofare, seguiva produzione, magazzino e tutto ciò che era necessario. Io ho studiato Economia all’università, sono subentrato in un secondo momento, con una vocazione verso il settore commerciale. Il confronto tra mio padre e noi fratelli è all’ordine del giorno.

L’impeto e la voglia di fare sempre di più e sempre meglio di mio padre si scontra con i tempi che sono cambiati, con le regole europee, con la burocrazia, con le normative che si sono accumulate nel tempo. Oggi infatti è molto più complicato mettere a terra idee, voglia e grinta perchè ci sono tanti adempimenti burocratici.

Anche solo per fare un prototipo per il mercato del Vietnam o del Canada, si allungano a dismisura i tempi e questo fa soffrire mio padre, abituato a flessibilità e azione. Il nostro forte per molti anni è stato essere veloci, snelli, con servizi rapidi. Oggi siamo rallentati dai tempi, dalla globalizzazione, dalle procedure, dai regolamenti e così aumentano tempi e costi. Ma dobbiamo adattarci, perché il mondo è cambiato.

Nel nostro settore per quanto riguarda i prodotti abbiamo raggiunto una certa stabilità. La Ue ha dato linee guida obbligatorie, tutto il parco contatori europeo dovrà diventare smart, sempre più la digitalizzazione sarà una strada obbligata, noi lo stiamo già facendo. Quello che ci piacerebbe è cercare di aprire nuovi mercati, nel Nord America e avere ancora qualche filiale estera, visti i buoni buoni risultati di quelle che abbiamo già».

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto