Cultura batte pioggia nuovo successo del Fai - LE FOTO

Nonostante il maltempo 6 mila visitatori nei palazzi aperti per l’occasione. Due giorni di tour alla scoperta dei piccoli gioielli del Settecento in città
Udine 24 Marzo 2013 FAI caporiacco Coyright Petrussi Foto Press /turco
Udine 24 Marzo 2013 FAI caporiacco Coyright Petrussi Foto Press /turco

UDINE. Un fiume ininterrotto di persone. Da sabato mattina fino a ieri pomeriggio, ben oltre il termine delle ore 18. Malgrado il tempo davvero inclemente e bizzarro, con temperature più che rigide, anche quest’anno la “Giornata Fai di primavera” a Udine è stato un vero successo, con una stima di almeno 6 mila presenze. «Segno che l’interesse per la cultura - precisa la referente del Fai di Udine, Laura Stringari - è sempre davvero alto. Come pure il sostegno ad associazioni come il Fai».

Impossibile nell’immediato sapere quanto ammonta anche la raccolta fondi, ma un po’ di soldi comunque dovrebbero essere entrati nella casse locali del Fai. A tutti veniva chiesto un contributo volontario, anche se pochi hanno scelto la seconda opzione, ovvero quella di versare 39 euro per la tessera di socio sostenitore.

I pezzi da 10 euro comunque non mancavano nei salvadenari trasparenti posti all’ingresso dei vari palazzi. In cambio un adesivo che in molti ieri mattina esibivano su giacche e cappotti, a testimonianza di aver partecipato a questa XXI Giornata di Primavera del Fai, con palazzi privati e mostre in particolari sedi storiche eccezionalmente aperti al pubblico nella giornata di ieri e in quella di sabato.

«Con “questo” li abbiamo visitati tutti, proprio tutti, sa?». “Questo” nel caso specifico, ieri mattina, per una coppia di Gorizia era Palazzo Susanna Carati “Alla Nave”, apertosi in via straordinaria ai visitatori soprattutto per quel che riguardava il secondo piano, ora occupato dall’agenzia Piuzzo dell’Assicurazioni Toro. Anche qui a lasciare i visitatori stupiti e ammirati sono stati gli affreschi di Domenico Paghini, le cui opere abbellivano varie pareti anche a Palazzo Lovaria, in via Zanon.

Il meccanismo, oliato da anni di iniziative simili, anche per questa edizione ha funzionato alla perfezione. Studenti-cicerone di varie scuole superiori cittadine ad accogliere i visitatori in strada di fronte ai palazzi eccezionalmente aperti a tutti. Poi breve spiegazione dell’opera architettonica esterna, quindi formazione di gruppi di non più di 15-20 persone. Infine l’accesso alle stanze con le caratteristiche più interessanti, come, appunto, gli affreschi. Piccoli gioielli normalmente noti soltanto agli studiosi, che invece tra ieri e sabato hanno avuto l’onore di una platea decisamente più vasta.

Come ad esempio la residenza Moroldi Tritonio Beretta conosciuta solo parzialmente a un pubblico un più numeroso, visto che da anni è anche sede di uffici regionali: al suo interno una spettacolare loggetta affrescata da Francesco Chiarottini alla fine del 1700. ma il tour comprendeva anche Palazzo Fistulario Plateo de Portis in via Marinoni, o ancora Palazzo Zignoni in via Grazzano e Palazzo Pontoni, tra via Piave e via Aquileia.

Edifici abbelliti da dipinti e affreschi, già nei diversi spazi d’accesso, o lungo le scale o, ancora, negli spazi adesso adibiti a ufficio, come ad esempio a Palazzo Orgnani Agricola Caporiacco oggi sede della direzione dell’educandato Uccellis.

Un itinerario ricco e complesso con ben sette diversi edifici, oltre alla sede dei musei del Castello, che ha appassionato anche l’attuale primo cittadino di Udine. Honsell, anche se preso dagli impegni della campagna elettorale in vista del rinnovo dell’amministrazione comunale il prossimo 21 e 22 aprile, tra sabato e ieri ha voluto comunque passare in rassegna tutti i vari palazzi, salutando gli studenti-ciceroni, i professori e i volontari del Fai (ma curiosando in certi casi anche nelle stanze solitamente chiuse al pubblico quando l’affluenza non era eccessiva, per non disturbare troppo gli organizzatori).

Ma anche il candidato a sindaco di tutto il Centro Destra, Adriano Ioan ieri ha sfruttato l’occasione delle giornate del Fai per lanciare una proposta culturale (e turistica) per la città. «Bisogna regalare ai visitatori la possibilità di conoscere Udine com’era una volta. Per questo - ribadisce Ioan - serve un museo virtuale dove riscoprire la città del passato grazie all’ausilio della tecnologia e della grafica tridimensionale, con tour virtuali e “navigazioni” nelle vie, nelle piazze e nelle mura di una Udine capace di rivivere grazie delle vecchie fotografie».

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