Crisi Electrolux, operai e impiegati in sciopero a Porcia: «Vogliamo un’Europa del lavoro»

I lavoratori della multinazionale dell’elettrodomestico hanno lanciato un appello nel corso dell’assemblea davanti allo stabilimento. Presenti anche i sindaci e il vescovo: «La comunità cristiana non vi lascia soli»

Valentina Voi
Lo sciopero davanti all'Electrolux di Porcia
Lo sciopero davanti all'Electrolux di Porcia

La vicenda Electrolux sia uno «spartiacque per il Paese» per cercare una «nuova via per l’industria: vogliamo un’Europa green, ma anche un’Europa del lavoro». È l’appello che i lavoratori della multinazionale dell’elettrodomestico hanno lanciato nel corso dell’assemblea convocata nella mattina di mercoledì 20 maggio di fronte allo stabilimento di Porcia.

Vertenza Electrolux: centinaia di lavoratori in assemblea davanti alla sede di Porcia

Una mobilitazione che ha visto la massiccia presenza di operai e anche di tanti impiegati, segno che il timore per i tagli è trasversale: accanto a loro, che hanno scioperato per circa due ore, molti sindaci con la fascia tricolore e il vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone Giuseppe Pellegrini. «Sono qui come cittadino, fratello e pastore», ha detto. «La comunità cristiana non vi lascia soli».

Vertenza Electrolux, asse Confindustria-Regioni al Mimit: «Crisi europea, servono dazi contro la Cina»

Nelle chiese della diocesi, nelle prossime settimane, durante le messe verranno rivolte delle speciali intenzioni di preghiera per i lavoratori dell'Electrolux e per le loro famiglie, «affinché non si sentano mai soli».

Sul palco la voce delle istituzioni è arrivata per tramite dei sindaci. Quello di Porcia, Marco Sartini, che giovedì ha convocato un'assemblea straordinaria dei primi cittadini della provincia di Pordenone con l'obiettivo di costruire una linea comune in vista dei prossimi tavoli istituzionali sulla crisi: parteciperà anche il ministro Luca Ciriani.

Il sindaco Alessandro Basso ha ringraziato i lavoratori che «ogni giorno varcano questi cancelli: se Pordenone nel 2027 sarà Capitale della cultura, è perché c’è stato un solido fondamento anche industriale». Il riferimento è a Zanussi, che proprio a Pordenone fece crescere un’azienda diventata leader mondiale e acquisita negli anni ’80 da Electrolux. Ma i lavoratori, negli striscioni e nelle spillette che indossavano anche durante lo sciopero, hanno ribadito, scandendolo a gran voce uscendo dalla fabbrica, che «Noi siamo Zanussi».

 

L’asse delle Regioni sulla crisi Electrolux: «Una risposta forte»
Un presidio di protesta davanti alla sede Electrolux di Porcia © Foto Petrussi / Marco Brisotto

Gli interventi delle rsu di Fiom, Fim e Uilm e dei segretari provinciali Simonetta Chiarotto, Gianni Piccinin e Roberto Zaami hanno sottolineato le preoccupazioni per il piano industriale delineato la scorsa settimana: 1.700 esuberi in tutta Italia, con timori specifici per il plant di Porcia a causa del taglio della produzione di lavasciuga e di alcune tipologie di prodotti. C’è la prospettiva di «un taglio di un terzo della produzione, con un rischio di disequilibrio tale che il prossimo passo sarà la chiusura» hanno detto i segretari dei metalmeccanici.

Si guarda, dunque, con preoccupazione al 25 maggio, quando anche le rappresentanze pordenonesi saranno al tavolo convocato dal Mimit. La sensazione, però, è che la lotta per garantire un futuro industriale al territorio sarà lunga. Con rischi sull’indotto: «Pper ogni lavoratore Electrolux interessato, ce ne sono tre sul territorio» dicono i sindacalisti.

E infatti alla manifestazione hanno partecipato le rsu di diverse aziende del metalmeccanico della Destra Tagliamento, dalla Zml a Nidec, insieme a tanti ex dipendenti. Gli stessi che hanno vissuto la paura del 2014, quando lo stabilimento si salvò dalla chiusura dopo una lunga battaglia e un fronte comune con Roma. Il territorio, ancora una volta, si è unito in difesa di Porcia.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto