Crac Riz Office, sei anni ai due amministratori

FONTANAFREDDA
Due ex amministratori della storica azienda del mobile Riz Office di Fontanafredda sono stati condannati ieri a tre anni di reclusione ciascuno, oltre all’interdizione dall’esercizio d’impresa per tre anni.
La sentenza è stata emessa dal tribunale collegiale di Pordenone, presieduto da Alberto Rossi. È stata disposta una provvisionale di 50 mila euro per la parte civile, la curatela fallimentare costituitasi con l’avvocato Serena Giliberti. Il risarcimento del danno, invece, sarà quantificato in separata sede civile.
Vincenzo Berri, 54 anni, residente a Meduna di Livenza, amministratore unico dal 18 settembre 2012 della Riz Office e amministratore di fatto della Media srl e Antonio Cristofanelli, 51 anni, residente a Chieti, amministratore di fatto dal 9 gennaio fino alla data del fallimento, dichiarato l’8 febbraio 2013, sono stati ritenuti responsabili solo per i fatti accaduti durante la loro gestione della società e assolti invece dalle residue imputazioni.
È stato assolto invece perché il fatto non costituisce reato il terzo imputato, Giuliano Alberghetti, 69 anni, nativo di Meduna di Livenza, in quanto era stato amministratore di un’altra società, la Media srl, dal 21 giugno 2012 al 14 giugno 2015. La Procura aveva ipotizzato distrazioni dalla fallita tramite contratti a favore dell’altra società.
Il fondatore della Riz Office Sergio Zaia, 80 anni, residente a Sacile, era già uscito dalla vicenda giudiziaria con un patteggiamento definito dinanzi al giudice per le indagini preliminari Monica Biasutti nel maggio 2018 (un anno e quattro mesi, pena sospesa). Gli altri imputati hanno scelto invece di andare a dibattimento.
Il pm Monica Carraturo ha contestato a Berri e Cristofanelli, in concorso con Zaia varie ipotesi di bancarotta: contabilità tenuta in modo tale da non consentire la ricostruzione del patrimonio e delle rimanenze annuali, distrazioni dal patrimonio della fallita per poco più di 28 mila euro, aggravamento del dissesto per non aver chiesto subito il fallimento alle avvisaglie di insolvenza nel 2010, con perdite d’esercizio nel 2011 di 1,5 milioni e nel 2012 di 387.832 euro.
La curatela ha inoltre rilevato omessi versamenti erariali per un totale di 1,6 milioni di euro. A Berri e Cristofanelli l’accusa ha contestato inoltre una serie di pagamenti preferenziali a fornitori prima del fallimento a scapito di altri creditori. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








