Crac CoopCa: «Una generazione si è mangiata 100 anni di storia»
Il presidente di Legacoop: avevamo quasi convinto gli ex vertici a prendere atto della crisi, ma era tardi

UDINE. Il mondo delle cooperative di consumo in regione ha le sue radici nelle fabbriche. Zanussi, Danieli e Fincantieri, in questo primo nucleo c’è in nuce la Coop Nordest, poi confluita in Alleanza 3.0. Ed è proprio dalle origini che il presidente di Legacoop, Enzo Gasparutti, ha deciso di riallacciare i fili della vicenda CoopCa.
Presidente, a tre anni di distanza, i contraccolpi del crac al baluardo della cooperazione in Carnia si fanno ancora sentire?
«Il clima sta rimontando in maniera positiva. Il lavoro fatto con Coop Alleanza 3.0 è servito. Abbiamo interloquito con il Comitato dei soci e il nostro impegno è stato riconosciuto. Anche la solidarietà non era scontata, in BpVi per esempio hanno rimesso tutto».
Resta un po’ di rammarico?
«Certamente. Anche perché a più riprese abbiamo cercato di sollecitare i vertici di CoopCa a guardare il contesto nazionale. Alla fine li avevamo anche convinti perché avevano l’acqua alla gola. Ma il crollo delle Cooperative Operaie ha fatto cadere nel baratro anche CoopCa. La gente ha avuto paura e ha tirato fuori i soldi, è normale l’avrei fatto anche io nelle medesime condizioni. Poi c’è stato l’intervento della magistratura e noi abbiamo fatto dieci passi indietro e ci siamo attivati con la misure di solidarietà nei confronti dei soci».
Il progetto culminato in Alleanza sembra avere fatto un percorso parallelo a CoopCa, perché?
«Dando origine a Coop Consumatori Fvg è stato chiesto sia a CoopCa sia alle Operaie di fare parte del progetto, ma entrambi hanno declinato l’invito, probabilmente per una vocazione politica diversa. Un altro no è arrivato al passaggio in Coop Nordest, quando avevamo intuito che il mercato imponeva una massa critica diversa».
Insomma, ci sta dicendo che i vertici di CoopCa sono stati recidivi?
«La cosa che fa più male e che due cooperative storiche ultracentenarie, che hanno visto alternarsi generazioni di risparmiatori e hanno accumulato risorse, sono crollate in un attimo perché una sola generazione si è mangiata tutto. Credo più per incapacità che per altro».
La contrazione economica e il mercato in evoluzione sono stati il contorno?
«La crisi economica è stata il colpo di grazia. Le due cooperative sono entrate in crisi perché in regione siamo un milione e 200 mila abitanti. E questo fatto logistico non è stato considerato. La funzione di CoopCa era di dare da mangiare alla montagna, ma lo spopolamento ha tolto mercato. Davanti a questo disequilibrio i dirigenti hanno continuato nella loro visione di un magazzino ad Amaro».
(m.z.)
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
Leggi anche
Video








