Coronavirus, addio all'avvocato Caravaggio: aprì il suo studio legale in viale Ungheria a Udine

LESTIZZA. Sclaunicco ha salutato per l’ultima volta l’avvocato Domenico Caravaggio, che aveva 90 anni e aveva esercitato a lungo l’attività forense a Udine, ma da tanti anni aveva scelto di abitare con la famiglia nella frazione di Lestizza, dove aveva acquistato e fatto restaurare i locali dell’ex mulino.

Da tempo aveva problemi di salute, ma lo ha portato via il Covid-19: dopo essere stato colpito dai sintomi caratteristici dell’infezione, accertati al tampone, per lui si era reso necessario un ricovero all’ospedale di Udine, ma negli ultimi giorni era stato curato a Palmanova, dove si è spento venerdì.

Originario del piccolo centro di Polla, che si trova a 80 chilometri da Salerno, si era laureato nella regione di origine. Ma una sorella, che si era ancor prima trasferita in Friuli, lo ha invitato a svolgere il praticantato a Udine, dove abitava dopo aver sposato un noto barbiere. Caravaggio ha accettato, esercitando poi per tanti anni in città, in particolare nello studio di viale Ungheria; è stato anche avvocato di Cassazione.

È a Udine che conobbe Gigliola Rocco, la quale lavorava come cassiera alla Delser di via Cavour e diventò sua moglie. Erano già adolescenti i figli, Federico ed Eugenio, quando la coppia decise di acquistare a Sclaunicco l’ex mulino, precedentemente appartenuto anche ai mugnai Moras. Le villette costruite nell’ambito del complesso molitorio, da case di vacanza divennero sempre più stabilmente la residenza dei coniugi Caravaggio (dove furono ospitati e accuditi anche i genitori di lui nella loro vecchiaia) e dei due figli. L’avvocato seguiva personalmente i lavori di ristrutturazione, appassionandosi nel voler dare nuovo aspetto funzionale al vecchio mulino sul Ledra.

La signora Caravaggio, invece, per tanto tempo ha gestito a Cervignano l’albergo Friuli di proprietà in piazza, lasciando poi il timone dell’azienda a Eugenio e Federico. L’esercizio, che è stato attivo fino a un anno fa, per un periodo era stato condotto dal fratello di Domenico, Ignazio, mancato purtroppo anche lui a Cervignano proprio una ventina di giorni prima dell’avvocato.

Domenico aveva una personalità forte e autonoma, così lo descrivono i compaesani, dispiaciuti per la sua scomparsa; oltre che alla moglie si stringono ai due figli, che tra i residenti si sono inseriti da amici.

«Con mio marito ho trascorso, tra fidanzamento e matrimonio, 60 anni – dice Gigliola, affranta, ma coraggiosa nell’affrontare lo strappo doloroso –, senza di lui mi sento perduta. Da tempo aveva bisogno di noi perché le sue forze e la sua salute andavano diminuendo, ma il dispiacere più grande è stato, dopo che l’abbiamo visto salire in autoambulanza, il fatto di non averlo più potuto assistere né vedere, neppure dopo il decesso». È questo, infatti, il dolore che accomuna i familiari di quanti restano vittime del Covid-19 e delle sue devastanti conseguenze in particolare nelle persone anziane e affette da più patologie.

Domenico Caravaggio, per la sua professionalità e la sua personalità, è una figura che resterà nel ricordo di quanti l’hanno conosciuto. «Un’indole particolare – sottolinea la moglie –, nel fondo dell’animo persona buona: per tanti si è speso con generosità».

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