Coopca, conti in profondo rosso: perdite per altri 14 milioni

UDINE. «Un bagno di sangue». Non le manda a dire, l’avvocato dei risparmiatori, Gianberto Zilli. Il bilancio di CoopCa, che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci da convocare per legge entro la fine di marzo, è «pesantissimo»: 14 milioni di perdite nel 2014, di cui 4 milioni solo negli ultimi mesi, da novembre a marzo.
A conti fatti, CoopCa perde circa un milione di euro al mese, fa notare Zilli. Certo il documento è impietoso, perché come tutti i bilanci in prossimità di liquidazioni fotografa le perdite pregresse e inesigibili. E spiega perché anche il piano di salvataggio depositato in tribunale e contenente due proposte di acquisto per otto punti vendita, cinque in Friuli e tre in Veneto da parte rispettivamente di Discount e Alì, sia così «scarno». Si attende e si spera in vista dell’8 aprile, termine entro cui potrà essere depositata l’offerta tanto attesa dal mondo delle cooperative. In concomitanza con la decisione dei giudici sull’ammissione al concordato, «con tutta probabilità ci sarà l’assemblea dei soci e verrà nominato un liquidatore» conferma il legale. Ma se non interverranno le cooperative con un’offerta per il marchio, quell’assemblea sarà il preludio «allo scioglimento di CoopCa».
«Il fatturato è in diminuzione, c’è un attivo solo stimato e c’è un costante aumento delle perdite d’esercizio, cosa che apre la strada a un ipotetico stato fallimentare. Gli acquirenti non sono sprovveduti - commenta Zilli - con quelle perdite si tratterebbe di un intervento di solidarietà, non di certo di opportunità economica. La Regione spinge per un aiuto dalle cooperative, ma i conti parlano chiaro».
I soci, che hanno esaminato il piano nel corso del direttivo del comitato di giovedì sera, lasciano spazio alla rassegnazione: «In mancanza di serie e reali offerte d’acquisto non c’è salvezza e a chi vive il dramma di aver investito tutti i propri risparmi di una vita - scrivono in una nota - allo stato di fatto, non resta che prendere atto di aver perso tutto. A ciò si aggiungono le pesanti ripercussioni sull’economia locale e non solo, per le conseguenze sui piccoli fornitori e sui posti di lavoro. Per questo riponiamo tutta la nostra fiducia nell’attenta valutazione dei giudici».
La richiesta alla presidente, Debora Serracchiani, di istituire un fondo di garanzia regionale per i risparmiatori diventa il riflesso dell’unica «ancora di salvezza che ci resta». Stoccate tra cda e il risparmiatori arrivano anche sul fronte della mancata nomina all’interno del cda di un componente membro del comitato. Dalla CoopCa rinfacciano ai soci di non aver voluto indicare un loro rappresentante.
Dal comitato risponde ancora il legale Zilli: «Una nomina in quel cda e in questa situazione non è da augurare neanche al proprio peggior nemico, viste le norme sulla responsabilità degli amministratori. Non si tratta di una nomina politica, si corrono dei rischi in prima persona. E poi, ci sfugge il senso di questa nomina, visto che si trattava di una persona su dodici. Se davvero si voleva condividere il piano di salvataggio bastava convocare un tavolo di concertazione».
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