Contatto a tutta sperimentazione con il petrolio e il mito di Medea

La 32esima stagione di Teatro Contatto chiude con l’energia contagiosa e civile del Collettivo InternoEnki, la compagnia vincitrice del Premio Ustica 2013 con il suo M.E.D.E.A Big Oil, una vibrante denuncia sul devastante dominio monopolistico delle multinazionali del petrolio in Basilicata. Lo spettacolo chiude l’itinerario in 13 tappe di una stagione artistica che si è interrogata sulle Differenze ideata e promossa dal CSS Teatro stabile di innovazione del Fvg.
M.E.D.E.A. Big Oil - che vedremo al Teatro Palamostre di Udine sabato 12 aprile alle 21 - è una rielaborazione anticonvenzionale e attuale del mito di Medea: siamo nella Basilicata di oggi sventrata dalle trivellazioni. L’eroina barbara diventa, secondo questo adattamento civile, una donna lucana disattesa nelle promesse e tradita da Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera, sullo sfondo del dissesto ambientale della Val d’Agri. La promessa d’amore dello straniero in questo caso coincide con la crescita economica e di progresso di un paese che regala ricchezza in cambio di povertà, mentre Medea è metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco, un Coro che è evocazione di un’umanità divisa fra miseri e potenti.
Il Collettivo InternoEnki è una nuova formazione emergente composta da ragazzi e ragazze che lavorano coraggiosamente e incessantemente alla costituzione di un teatro dissacrante e politico, civile e di ricerca, alla riscoperta di un linguaggio in grado di comunicare l’oggi e di trasformare la scena in uno strumento d’arte e controinformazione. Sulla scena di Contatto, il Collettivo vedrà impegnati Maria Vittoria Argenti, Teresa Campus, Ramona Fiorini, Chiara Lombardo, Terry Paternoster, Mauro F. Cardinali, Gianni D’Addario, Donato Paternoster, Alessandro Vichi.
«Il tragico che vogliamo raccontare - spiega la regista Terry Paternoster - è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, secondo un filtro politico: il contrasto fra cultura barbara e primitiva con la cultura moderna e neocapitalistica. Parliamo di “realtà del tragico” annichilenti: in Val d’Agri l’incidenza tumorale supera largamente la media nazionale. La documentazione concernente la crisi geo-politica lucana è stata raccolta in un archivio di testimonianze che i cittadini hanno messo a disposizione del progetto, a raccontare una realtà in cui oggi M.E.D.E.A. è il nome di un Master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni. Fatalità».
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