Concorso negato L’assessore accetta di cambiare bando

PORDENONE. Non è rimasta inascoltata la lettera che l’Asgi - Associazione di studi giuridici sull’immigrazione - ha inviato al Comune con la quale chiede la modifica del bando per l’assegnazione delle borse di studio del lascito Mior-Brussa eliminando il doppio vincolo della cittadinanza italiana e dei 5 anni di residenza a Pordenone. L’amministrazione Pedrotti, infatti, ha deciso che il prossimo regolamento sarà modificato, consentendo ai giovani immigrati, come la studentessa universitaria la cui domanda di partecipazione è stata bocciata il 31 ottobre scorso, di poter partecipare.
«Abbiamo letto la lettera dell’Asgi e approfondito il tema - annuncia l’assessore all’Istruzione, Ines Flavia Rubino - arrivando a condividere le osservazioni che ci sono state mosse. Per questo motivo, in occasione del prossimo bando, che si terrà a settembre, abbiamo deciso di togliere ogni vincolo alla cittadinanza e alla residenza da 5 anni per consentire anche agli studenti stranieri di poter concorrere».
La Rubino ricorda che il doppio limite era contenuto nel lascito testamentario, ma, come ha eccepito l’Asgi, una amministrazione pubblica, nell’attribuzione di interventi a beneficio dei propri cittadini, non può accettare vincoli che sono contrari all’ordinamento europeo. Proprio alla Commissione europea si è rivolta l’associazione che ha sede a Torino, come pure una segnalazione è stata inoltrata all’Ufficio nazionale contro le discriminazioni presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
Nulla si può fare, a detta dell’assessore all’Istruzione, rispetto al bando al quale aveva chiesto di partecipare la studentessa. «Le borse di studio sono state già assegnate - afferma - tra l’altro a due studenti molto meritevoli e mettere tutto in discussione rischia di produrre ricorsi e risvolti poco piacevoli. Essendo il bando destinato a studenti universitari di famiglie disagiate in base a certificazione Isee a prescindere dall’annualità del corso di laurea frequentato la concorrente esclusa potrà partecipare alla prossima edizione».
Porre vincoli nell’assegnazione di benefici sociali, come ha ricordato l’Asgi, è contrario alle norme europee anche a fronte di una sentenza della Corte di giustizia che ha considerato il criterio della residenza come una discriminazione indiretta o dissimulata vietata dall’ordinamento comunitario in quanto produce l’effetto di privilegiare alcuni cittadini rispetto ad altri.
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