Comune polemico per la fuga in avanti di Alfano

I funerali di Giulio Regeni. L’assessore Lasca: a Roma avevano prospettato decisioni in modo autonomo, senza ascoltare la famiglia

FIUMICELLO. Non hanno gradito. I rappresentanti dell’amministrazione locale fiumicellese, domenica, in tarda mattinata, hanno appreso dalla stampa l’ipotesi, avvalorata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, secondo la quale il funerale di Stato di Giulio si sarebbe dovuto celebrare martedì a Fiumicello.

La notizia è stata smentita. Una possibilità data dal fatto che, domenica, il Pubblico ministero che indaga sul caso, Sergio Colaiocco della procura di Roma, aveva firmato il nullaosta per restituire la salma dello studente ai familiari.

C’era quindi la possibilità che il feretro, domenica, fosse trasferito dall’istituto di Medicina legale La Sapienza – dov’è stata eseguita l’autopsia – a Fiumicello. Non è stato così.

Nessuno, nel piccolo centro della Bassa friulana, era stato avvisato in merito alla data del funerale, nemmeno le onoranze funebri. Il nervosismo, domenica, era palpabile.

«Spetta alla famiglia, che domenica non era stata avvertita, decidere la data e la forma del funerale, è una questione di rispetto – commenta l’assessore comunale alla cultura e istruzione, Bruno Lasca -. Siamo rimasti davvero basiti per come è stata gestita la cosa. Domenica mattina, dopo aver letto la notizia, ho chiamato subito il sindaco. Anche lui non ne sapeva nulla. E’ stata una decisione evidentemente presa in modo del tutto autonomo, senza alcun confronto con i familiari di Giulio».

Alfano parla di funerali di Stato ma, anche in questo caso, sottolinea con forza il Comune, la decisione «spetta solo e soltanto alla famiglia Regeni».

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