Comune in rete Ottenere documenti sarà più facile



È il terzo Comune della provincia di Pordenone ad aver attivato il servizio: dalla scorsa settimana il municipio di Erto e Casso è ufficialmente in rete con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Si tratta di un database che, una volta a pieno regime, unirà tutti gli uffici demografici d’Italia.

Grazie a questo innovativo collegamento internet sarà possibile consultare gli archivi e ottenere certificati di altri Comuni semplicemente con un clic. Nel Pordenonese le uniche postazioni operative oltre a Erto e Casso sono quelle di Vito d’Asio e di San Quirino. A livello nazionale, su 7 mila 978 enti locali, si sono collegati al cervellone centrale circa 2 mila 500 Comuni: in Veneto, ad esempio, è già stata quasi interamente coperta l’area di competenza.

Il progetto si sta sviluppando su iniziativa del ministero dell’Interno in collaborazione con l’Anci, l’Agenzia per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Garante della privacy e l’Istat. La banca dati consentirà di superare le frammentazioni territoriali e di avere in tempo reale ogni documento richiesto dall’utente, compreso il fascicolo sanitario.

L’Anagrafe digitale si estenderà anche ai cittadini italiani residenti all’estero. La notizia è stata salutata con favore dal sindaco della Val Vajont, Fernando Carrara, che ha ringraziato la responsabile dell’anagrafe, Vanda Zancanaro, per il lavoro svolto. A propria volta la Zancanaro ha avuto parole di plauso per la Prefettura e il funzionario delegato dell’Insiel, Alessio Andrea, che si sono occupati dell’aspetto logistico.

«Una piccola, ma significativa rivincita per la nostra montagna, sempre criticata o alle prese con tanti problemi», hanno commentato in municipio. L’Anpr è destinata a semplificare l’iter per il rilascio dei certificati, ma anche i costi e le tempistiche. Il che fa ben sperare proprio nelle zone alpine come Erto e Casso dove si guarda con preoccupazione al futuro. L’imminente pensionamento di vari dipendenti comunali rischia infatti di mettere ko svariate realtà decentrate. «In paese siamo doppiamente grati alle due impiegate che hanno deciso di rinviare di qualche mese la loro quiescenza – ha concluso Carrara –. In caso contrario avremmo avuto la completa paralisi burocratica. Ad agosto se ne andrà il tecnico, dopo di che la pianta organica sarà ridotta all’osso. La cosiddetta “Quota 100” voluta dal Governo ci spiazza: la paura è di non avere abbastanza personale per affrontare tutti gli incartamenti. Mi riferisco anche a quelli della ricostruzione dopo la tempesta di Ognissanti». —



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