Compie 86 anni e torna a scuola

Il maestro Giovanni Sesso festeggia col fratello gemello. E pensa a un libro con le poesie dei bambini
CORDENONS. Da pochi giorni ha compiuto 86 anni, ma il cordenonese Giovanni Sesso non è ancora pronto a rinunciare a fare il maestro, il lavoro a cui ha dedicato una vita. L’anno scorso era tornato in cattedra come volontario per insegnare a scrivere poesie – come faceva un tempo – agli alunni della scuola elementare De Amicis. Quest’anno ci tornerà di nuovo. «Ripresenterò il mio progetto alla direzione scolastica – dice – perché le insegnanti me lo stanno chiedendo e perché ho ancora molto da dare ai bambini. Me lo hanno chiesto anche altre scuole di altri comuni, ma devo fare i conti con la mia età».


Il maestro Sesso gli 86 anni li ha festeggiati mercoledì assieme ad Angelo, fratello gemello. Nati il 20 settembre 1931 a Isola Vicentina, i due si sono trasferiti poco dopo a San Giovanni al Natisone con la famiglia. Da grandi hanno preso strade diverse, pur restando sempre uniti. Angelo è rimasto a San Giovanni, dove ha lavorato come operaio specializzato nelle fabbriche di sedie, mentre Giovanni, conseguito il diploma magistrale nel 1958, ha insegnato a Casso, Cave del Predil e Cordenons (alla De Amicis), dove vive dal 1972.


A 58 anni, ha scelto di andare in pensione anzitempo, per coronare un suo sogno: iscriversi all’università e conseguire, nel 2008, la laurea in lettere. Nello stesso anno ha pubblicato “Vajont”, quindi “Cave del Predil. Storia di una comunità e della sua miniera”, libri nati dalla sua esperienza di maestro a Erto e Casso e nella zona di Tarvisio. Suo è anche “Un Dio per l’uomo. Cenni biografici e pensiero di padre David Maria Turoldo”, approfondimento della sua tesi di laurea.


A 86 anni il maestro scrive ancora, stando seduto a computer la gran parte del giorno: sta terminando di raccogliere le sue memorie in due libri privati destinati ai figli. Dallo scorso anno ha ripreso anche a correggere compiti e preparare lezioni come faceva un tempo. Non ha smesso nemmeno questa estate. Mentre la scuola era chiusa, ha ripreso in mano le poesie dei “suoi” alunni della De Amicis ai quali ha insegnato attraverso la poesia a «non riempirsi di stupidità, ma di emozioni». Le ha riordinate e rielaborate «mettendo insieme in modo fedele i singoli pensieri di ciascun bambino sui temi dati».


Il risultato? Altre poesie che immortalano la profondità del sentire dei bambini. Così è nata ad esempio “Apoteosi dell’amicizia”: «È, l’amicizia, l’anima del cuore, un sentimento profondo e complesso che crede in te, più di quanto tu stesso ci creda – scivolano i versi uno dopo l’altro – è un confidarsi senza paure e vergogne, che ti rispetta, ti rende felice e nulla nasconde di negativo»; «è un tesoro, una perla, che può possedere chiunque, pur senza soldi, è la strada più giusta per un futuro migliore«. Nel mostraci questi piccoli capolavori, al maestro Sesso brillano gli occhi. «Sono scritti di una profondità meravigliosa – dice – e meritano di essere pubblicati. Perciò voglio tornare a scuola e questa volta trovare anche i fondi per editare i lavori degli alunni: contengono il loro cuore, che va ascoltato e aiutato a esprimersi. L’interiorità è oggi più che mai l’argine alla spaventosa superficialità della nostra società contemporanea».


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