«Ci sono oltre tremila opere da completare in Fvg»

L’annuncio della presidente Debora Serracchiani a Redipuglia che ha aggiunto: «Abbiamo anche deciso di revocare le risorse a disposizione di quelle amministrazioni che non riescono a spenderle per darle a quelle che invece hanno già avviato i cantieri»
Bumbaca Gorizia 02.06.2014 Festa Repubblica Redipuglia i Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 02.06.2014 Festa Repubblica Redipuglia i Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. «Il Friuli Venezia Giulia ha già avviato un percorso per rimettere in moto la realizzazione di opere rimaste ferme. Si tratta complessivamente di 3 mila interventi di cui abbiamo già realizzato una scheda tecnica e di cui stiamo monitorando lo stato di avanzamento. Abbiamo anche deciso di revocare le risorse a disposizione di quelle amministrazioni che non riescono a spenderle per darle a quelle che invece hanno già avviato i cantieri».

Lo ha ricordato oggi a Redipuglia la presidente della Regione, Debora Serracchiani, a margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, commentando l’annuncio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di avviare nuovi cantieri e sbloccare quelli fermi, per un totale di oltre 2 miliardi di investimenti.

«Concordiamo con il Governo nazionale - ha aggiunto Serracchiani - sulla necessità di intervenire, di semplificare, di mettere le Amministrazioni locali nelle condizioni di fare le opere. C’è naturalmente un tema più generale che è quello del patto di Stabilità. Su questo aspetto vi è l’impegno del Paese per cercare di escludere dal Patto le spese per gli investimenti».

Riferendosi ancora alla mappatura delle opere in Friuli Venezia Giulia, la presidente ha parlato di «un’operazione che sta dando risultati positivi, in un contesto in cui rimane però ancora aperto il problema più grande, quello dell’assenza degli spazi finanziari. Un aspetto su cui abbiamo avviato una trattativa serrata con il Governo nazionale. Entro il 30 giugno dobbiamo chiudere l’accordo sul patto di Stabilità 2014 e parallelamente dobbiamo rivedere il Patto Tremonti-Tondo».

Più in generale la presidente ha dichiarato: «Ieri siamo stati richiamati ancora una volta con determinazione dal Presidente della Repubblica a portare a compimento le riforme ed è un passo importante, un cambiamento di approccio che ha questo Paese, per la prima volta, nei confronti dell’Europa».

«Siamo consapevoli, però - ha aggiunto - che dobbiamo chiedere all’Europa di fare lo stesso sforzo. Oggi siamo in presenza di un’Europa troppo a trazione tedesca e che in questo momento deve ritrovare la capacità di riformarsi».

«Abbiamo una grandissima responsabilità che ci viene consegnata dal voto e dal prossimo impegno nel semestre europeo: la responsabilità di essere costruttori d’Europa utilizzando e facendo nostri, ancora di più - ha concluso - quei valori che hanno portato questo paese a festeggiare oggi la Repubblica, consapevole della grande importanza e responsabilità che assumerà in Europa nei prossimi mesi».

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