Chiusaforte, l’annuncio del Prefetto: profughi in arrivo negli alloggi dei militari

Zappalorto lo ha comunicato al sindaco Fuccaro. Nelle palazzine 24 appartamenti completamente disabitati

CHIUSAFORTE. I ventiquattro appartamenti delle due palazzine di via Roma sono stati trasferiti dal Ministero della Difesa al demanio pubblico e nella disponibilità della Prefettura di Udine. Lo ha confermato il prefetto Vittorio Zappalorto salito a Chiusaforte per incontrarsi con l’amministrazione comunale e i tecnici della protezione civile regionale.

Il rappresentante del governo ha comunicato anche la volontà di trasferire in futuro in questi alloggi gruppi di profughi già presenti nel territorio regionale. In proposito il sindaco Fabrizio Fuccaro con il vice Giorgio Pozzecco e l’assessore Fabio Orlando hanno illustrato la situazione demografica ed economica comunale evidenziandone le criticità e informando che le strutture da quasi vent’ anni sono state oggetto di richiesta da parte comunale per destinare gli alloggi ai propri cittadini bisognosi, richiesta, purtroppo, mai accolta.

Anche per questo, nell’occasione, il sindaco Fabrizio Fuccaro ha insistito, affinchè il comune sia coinvolto direttamente in ogni momento del percorso d’accoglienza, pretendendo un attenzione particolare di Stato e Regione nei confronti della sua comunità.

«La Regione - ha ricordato il sindaco - nell’autunno scorso ci ha informato, attraverso l’ambito socio assistenziale per l’accoglienza diffusa, che nella nostra Comunità montana si prevede l’ospitalità di circa 140 profughi, distribuiti nei comuni da Artegna a Tarvisio.

Di questa emergenza, però - ha auspicato Fuccaro -, tutti devono farsi carico nell’interesse stesso delle nostre comunità che così si vedrebbero alleggerite nei numeri».

I tempi per avviare l’ospitalità a Chiusaforte, comunque, non appaiono brevi; come accertato anche nel corso del sopralluogo nelle case inutilizzate da quasi vent’anni, sono necessari interventi per i quali, a parere del sindaco, dovranno essere coinvolte anche le imprese locali.

Dell’incontro, infine, il sindaco ha già informato i capigruppo in consiglio comunale, rimandando a un ragionamento più ampio sulle prospettive, in presenza di dati certi e formali.

Solo dopo la quantificazione dei costi per gli interventi edili e per la riattivazione degli impianti elettrici e termoidraulici, infatti, sarà possibile avere un quadro chiaro della situazione.

Una Chiusaforte che per decenni aveva legato la sua economia alla presenza delle truppe alpine (dal 1963 al 1995 aveva ospitato alla Caserma Zucchi ricostruita dopo il terremoto del 1976, il battaglione alpini Cividale inquadrato dal 1992 nel 15° Reggimento alpini con il comando nella stessa struttura), ora si appresta, dunque, stando agli ultimi indirizzi, a vivere la nuova esperienza di ricevere nella sua comunità gli immigrati. In una situazione di difficoltà evidente, comune, fra l’altro, a tanti centri della montagna friulana dove sono state chiuse le caserme, questa potrebbe essere vista come una prospettiva positiva per Chiusaforte.

Certo, come detto dal sindaco Fuccaro, bisognerà attendere di sapere come e quante persone ospitare.

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