Cent'anni di chiesa a Laipacco: la festa con i giochi di una volta
Dalle 16 di sabato 21 febbraio il via con le attività ricreative, a seguire la messa con il vescovo Lamba. Don Brianti: «Occasione per ripensare l'essere comunità nel nostro tempo»

Dove due o tre, anzi molti di più, cent’anni fa iniziarono a riunirsi nel Suo nome. A Laipacco: era il 21 febbraio del 1926 e la struttura sorgeva forte della benedizione solenne impartita dall’arcivescovo. L’edificio si presentava allo stato grezzo: tanto bastò però a radunare un quartiere allora in forte espansione e a celebrare insieme l’avvio di una storia che sabato taglia un traguardo degno di entrare fra le pagine più importanti che narrano l’evoluzione della Chiesa in Friuli.
L’altare già si prestava all’uso liturgico: come si legge quindi dal libro della parrocchia della parrocchia del Carmine, di cui Laipacco faceva parte, il giorno della consacrazione fu accolto «con archi, bandiere e scritte inneggianti all’avvenimento».
Ebbene, anche sabato, in memoria di quell’importante circostanza, si festeggerà a dovere, come una volta. Anche da un punto di vista spirituale. «È una ricorrenza che non vogliamo resti solo una data convenzionale di cui facciamo memoria – spiega quindi don Giancarlo Brianti, parroco alla Beata Maria Vergine del Rosario –: questa vuole essere anche l’occasione per riflettere e ripensare l’essere chiesa e comunità cristiana nel tempo che viviamo, nell’attuale realtà sociale, che senz’altro è diversa rispetto a cent’anni fa ma che ugualmente necessita di un riferimento spirituale, di valori per poter raggiungere così una finalità di convivenza pacifica per il bene comune. Sarà un’occasione anche di responsabilità e di impegno a vivere nell’oggi quello che cent’anni fa i parrocchiani di Laipacco hanno vissuto e testimoniato».
Operativamente, sabato i festeggiamenti prenderanno il via dalle 16, con una serie di attività ricreative e di giochi volte a coinvolgere i più piccoli e le loro famiglie. «Riproporremo alcuni dei giochi che si facevano un tempo – anticipa don Brianti –, che oggi sono passati di moda e di cui magari neanche ci si ricorda. Grazie però alla memoria storica di alcune persone anziane del paese siamo riusciti a riportarli in auge. Questo anche per ricordare la consacrazione di cent’anni fa, che si concluse proprio con un momento ricreativo-conviviale, con le bande che suonavano e i bambini che giocavano».
A seguire, dalle 18, spazio alla messa presieduta dall’arcivescovo Riccardo Lamba. In chiusura, un brindisi con cibarie per quanti vorranno partecipare a questo salto indietro nel tempo.
Un salto che renderà nuovamente attuale i fatti consumatisi il giorno della consacrazione, in quel lontano 21 febbraio del 1926. Torneranno così a galla i nomi, i volti dei protagonisti di allora: don Angelo Venturini, che, stando alla letteratura storica, guidò, da cerimoniere arcivescovile, la funzione della benedizione della chiesa e della consacrazione dell’altare «con perfetto ordine». Non mancarono, durante quella messa, le parole di ringraziamento «pel Parroco, pel cappellano don Ribis, per l’ingegner Mantovani e per l’impresario Feruglio».
In seguito, la chiesa della Beata Vergine del Rosario visse ulteriori fasi di sviluppo, seguendo la normale evoluzione degli spazi e della comunità intorno ad essa. Alla fine degli anni Sessanta, con l’aumento della popolazione della parrocchia, si decise di procedere con l’ampliamento dell’edificio. Dalla sola navata centrale si giunse così, nel 1974, alla realizzazione delle pareti e della copertura delle due navate laterali. Nel settembre di quell’anno, la rinnovata chiesa venne inaugurata solennemente alla presenza del vescovo ausiliare, monsignor Emilio Pizzoni.
I festeggiamenti per il centenario della chiesa di Laipacco, ad ogni modo, non si esauriranno sabato. Il prossimo 7 ottobre, festa della titolare della parrocchia, la Beata Maria Vergine del Rosario, verrà infatti aperta una mostra in cui saranno esposte le foto storiche di Laipacco raccolte dai parrocchiani.
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