Centri diurni, l’appello: necessario organizzare il servizio di trasporto

SAN GIORGIO DI NOGARO. Centri diurni annessi alle Asp: è necessario «organizzare il prima possibile e in maniera strutturata il trasporto degli ospiti dal loro domicilio verso i centri e viceversa. Per raggiungere tale obiettivo è necessario un intervento di sostegno da parte della Regione, ma pure la sponsorizzazione di privati per ottimizzare al meglio le strutture». A lanciare l’appello è Gianna De Toni, presidente dell’Asp “Chiabà”, di San Giorgio di Nogaro, la cui offerta residenziale è arricchita dal servizio semiresidenziale con due centri: il centro diurno per autosufficienti e non (15 posti) e il centro Alzheimer (20 posti) unico in tutta la Bassa friulana.

A questi servizi il Cda ha ritenuto di affiancare, in via sperimentale, il servizio trasporto degli ospiti per sondare le necessità delle famiglie. Il trasporto è stato avviato grazie ai volontari dell’Auser di San Giorgio. L’adesione da parte degli utenti è quasi totale tanto da risultare economicamente insostenibile per le casse dell’Asp. Vista l’urgenza sono stati sensibilizzati i sindaci dell’Ambito socioassistenziale che si sono detti disponibili a risolvere il problema. I tempi stringono ed è necessaria una soluzione veloce. Diversamente il cda della Chiabà sarà costretto a interrompere il servizio.

«Va evidenziato – spiega De Toni – come il centro diurno rappresenti la soluzione intermedia per rimandare nel tempo il ricovero definitivo nella struttura permettendo il mantenimento delle capacità cognitive attraverso un piano assistenziale individualizzato. Abbiamo a casa anziani soli che avrebbero bisogno di queste strutture e non possono utilizzarle a causa della mancanza del servizio di trasporto. Il problema è serio». —

F.A.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto