Cedola sulle locazioni Stangata in provincia sui proprietari di case

Sono in scadenza le aliquote agevolate per i nostri comuni L’Uppi ha lanciato l’allarme, ma tempi stretti per la proroga
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Con il nuovo anno il prelievo fiscale sugli immobili sarà soggetto a un notevole incremento, con importanti conseguenze sul nostro territorio.

La nostra provincia, infatti, dal 2014 godeva di un trattamento agevolato per la cedolare secca al 10% (anziché quella ordinaria al 21% o l’Irpef compresa tra il 23% ed il 43%) sui canoni di locazione quali redditi degli immobili abitativi, in sostituzione di Irpef, dell’imposta di registro e del bollo.

In applicazione della legge in vigore dal 2014, la cedolare secca ridotta al 10%, oltre che per gli immobili nei comuni cosiddetti ad alta tensione abitativa (in provincia solo Pordenone città), è stata estesa a tutti gli altri comuni in cui, tra il 2009 e il 2014, era stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi. Nella nostra provincia risultò che tutti i 50 comuni, oltre il capoluogo, rientravano in quella definizione. Di qui, sino al 31 dicembre di quest’anno, l’aliquota agevolata al 10%, trattamento fiscale assolutamente sostenibile al quale va aggiunta l’esenzione dall’imposta di registro, dal bollo e la riduzione Imu e Tasi al 75% (anche tale ultima riduzione è in discussione).

In forza di tale legge, la gran parte delle locazioni stipulate da persone fisiche per usi abitativi ha usato i cosiddetti contratti convenzionati (caratterizzati dalla durata di anni 3+2) nonché i transitori e gli studenteschi. L’Uppi, presieduta da Ladislao Kowalski, è stata in prima fila nel rendere agli utenti questo tipo di servizio, anche di consulenza nella redazione di tali contratti.

Ora, però, scatta l’allarme: «Salvo non venga prorogato questo tipo di regime – ha dichiarato Kowalski – dal primo gennaio 2020 si tornerà al vecchio trattamento che prevede o la cedolare secca al 21% con esclusione dell’imposta di registro e di bollo e la riduzione Imu e Tasi salve modifiche di dette imposte oppure il trattamento ordinario Irpef. Inoltre, e questo è provvedimento già contenuto nel documento di programmazione economica in discussione al Senato, anche per le locazioni per gli usi diversi, per i quali nel 2019 era stata prevista la cedolare secca al 21% in sostituzione dell’Irpef, verrà a cessare ritornando in vigore l’imposizione di Irpef ordinaria».

In definitiva una vera e propria stangata nei confronti del mercato delle locazioni che colpirà, soprattutto e per quanto detto quello abitativo, l’intera (ex) provincia di Pordenone, «ove il regime di cedolare secca nella forma ridotta al 10% rimarrà solo per il comune capoluogo sempre che, ripeto, non vi sia una proroga di quel beneficio». —

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