Cdl: Roma cancella l'autonomia del Fvg

Il centro-destra contesta le riforme annunciate dal ministro Lanzillotta
UDINE. «La specialità regionale e lo status di regione autonoma del Friuli Venezia Giulia sono a rischio». A lanciare l'allarme all'indomani della visita del ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta è la Casa delle libertà. I capigruppo di Forza Italia, Udc, An e Lega Nord denunciano «il piano del governo per omologare le regioni autonome a quelle ordinarie». Il ministro, intervenuto lunedì in consiglio regionale, aveva parlato di «sistema nazionale che abbia una sua coerenza, con un sistema di costi, definizione dei fabbisogni e la garanzia per tutte le Regioni delle risorse necessarie a esercitare le funzioni». Il centro-destra si solleva. Alessandra Guerra, capogruppo della Lega, parla di «frasi pericolose - dice -. Il ministro afferma che la specialità non deve essere un vantaggio ma qualcosa da portare avanti e concordare con le regioni a statuto ordinario. Il governo tende a non utilizzare le regioni speciali come laboratorio federalista per attuare al meglio i principi del titolo V e il federalismo avanzato». Secondo la Lega, il passo fra la posizione del governo e l'omologazione fra tutte le regioni italiane è breve: «Il ministro ha parlato di un articolo specifico della Finanziaria che prevede nuove competenze per le speciali - continua la Lega - per fare sì che concorrano a pagare il debito pubblico senza dare niente in cambio, alleggerendo cioè la nostra capacità di spesa. In più il ministro dice che anche le regioni ordinarie devono diventare speciali». La capogruppo della Lega Nord si augura che gli apparati ministeriali non blocchino la concretizzazione dei risultati raggiunti della Commissione paritetica e chiede al ministro Lanzillotta di non attribuire alle Regioni nuove competenze, precedentemente facenti capo allo Stato, senza dotarle di adeguati finanziamenti. Citando il caso della Lombardia dove il presidente si concerta direttamente con il capo del Governo, la Guerra ha chiesto al ministro un'indicazione sul percorso da seguire per capire l'effettiva utilità di una Commissione paritetica all'interno del rapporto tra Stato e Regione. «Le nuove attribuzioni alle regioni ordinarie come la Lombardia, che sta trattando direttamente con Prodi - conclude la Guerra - sono più forti di quelle delle regioni speciali e accompagnate dai soldi. Chiedo a Illy cosa sta facendo per questo».


Preoccupato per il futuro dell'autonomia speciale anche il capogruppo di Forza Italia Isidoro Gottardo, che muove critiche al ministro Lanzillotta. «Ha detto che si deve portare in equilibrio le regioni ordinarie e le speciali - attacca il coordinatore regionale azzurro -. Nell'ottica dell'articolo 1 della Finanziaria si dice che le speciali devono concorrere al risanamento del Paese, ma il problema è il come. Se si fa con il contenimento della spesa pubblica è un conto. Se lo si deve fare rinunciando agli investimenti è un altro conto». Per Gottardo, l'attuazione del titolo V per il Nord è soprattutto Nord-est è necessaria per rispondere alle sfide delle nazioni confinanti, creando concorrenza forte. «Senza questa opportunità e senza federalismo fiscale non siamo in grado di rispondere a queste sfide - conclude -. Si scelglie la strada dell'Euroregione e Illy ha ampliamente annunciato che si farà. Siamo però al paradosso che i Gect sono in grande ritardo in Italia perché, a differenza di Francia e altri paesi, l'Italia non ha ancora definitola loro natura. L'Austria invece è avanti con la disciplina. Non è vero che senza questi Gect si perdono i fondi strutturali, ma continuerebbero a essere gestiti dal governo nazionale. Temiamo che questo ritardo ci faccia perdere la programmazione 2007-2013». Critici anche Luca Ciriani, di An, e Roberto Molinaro dell'Udc che ha chiesto una procedura che metta in sicurezza il bilancio sanitario regionale, proteggendolo da fattori esterni di squilibrio non dipendenti dalla volontà della Regione.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto