Caso plusvalenze Mandragora, assolti Soldati, Campoccia e l’Udinese: «È la fine di una Via Crucis»

Il gup di Udine ha prosciolto i due dirigenti perché il fatto non è previsto dalla legge come reato e assolto il club perché il fatto non sussiste. Il pm aveva chiesto due anni per ciascun dirigente e 500 mila euro per la società

Alessandro Cesare
La soddisfazione di Stefano Campoccia dopo l’assoluzione
La soddisfazione di Stefano Campoccia dopo l’assoluzione

Si chiude con tre assoluzioni il procedimento giudiziario legato al caso plusvalenze relativo al trasferimento dell'ex giocatore dell'Udinese Rolando Mandragora. Il gup del tribunale di Udine, Carlotta Silva, ha prosciolto Franco Soldati, presidente dell'Udinese, e Stefano Campoccia, vicepresidente del club, con la formula perché «il fatto non è previsto dalla legge come reato». 

Per Udinese Calcio, invece, è arrivata l'assoluzione perché «il fatto non sussiste». 

Rolando Mandragora con la maglia dell'Udinese
Rolando Mandragora con la maglia dell'Udinese

Le richieste della Procura

La sentenza è arrivata al termine del procedimento nel quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione ciascuno per Soldati e Campoccia e una sanzione di 500 mila euro per Udinese Calcio. 

Le contestazioni riguardavano, a vario titolo, le ipotesi di falso in comunicazione sociale, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell'Ires. 

Il giudice ha dunque escluso la responsabilità penale degli imputati e della società, con due diverse formule assolutorie. 

Al centro il trasferimento di Mandragora

La vicenda riguardava l'operazione relativa a Rolando Mandragora, all'epoca giovane centrocampista della Juventus. 

Il giocatore era stato acquistato dall'Udinese nel 2018. Due anni più tardi, nel 2020, Mandragora era poi tornato alla Juventus. Proprio nell'ambito di queste operazioni era stata contestata la formazione della plusvalenza finita al centro dell'inchiesta. 

Gli accertamenti della Procura avevano quindi portato al procedimento nei confronti dei vertici societari e della stessa Udinese Calcio. 

Il sollievo dei difensori

Grande soddisfazione è stata espressa dai legali degli imputati e della società dopo la lettura del dispositivo in aula. 

Ad assistere la difesa sono stati gli avvocati Maurizio Miculan, Maurizio Conti e Andrea Franchin, che hanno accolto con favore la decisione del giudice. 

Campoccia: «La fine di una Via Crucis»

Tra i primi a commentare la sentenza è stato Stefano Campoccia, che ha parlato di un lungo percorso giudiziario. 

«È la fine di una Via Crucis perché non c'è stato un momento in cui abbiamo ritenuto di aver commesso qualche illiceità o irregolarità», ha dichiarato il vicepresidente dell'Udinese all'uscita dall'aula. 

Campoccia ha poi aggiunto: «È stata una scalata ma ancora una volta con questa assoluzione si dimostra che bisogna credere nella giustizia». 

La sentenza mette così fine, in primo grado, al procedimento che aveva coinvolto i vertici dell'Udinese e la società per l'operazione legata al trasferimento di Mandragora.

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