Casa di riposo, otto Comuni chiedono l’ampliamento

PALMANOVA. La proposta di ampliamento e adeguamento della casa di riposo di Palmanova è sostenuta non solo dall’amministrazione della città stellata, ma anche dagli altri sette Comuni che storicamente afferiscono alla struttura.
I sindaci di Bagnaria Arsa, Bicinicco, Chiorpris-Viscone, Gonars, Santa Maria la Longa, Trivignano Udinese e Visco hanno infatti sottoscritto un documento con cui chiedono alla Regione un supporto finanziario per rendere realizzabile quanto previsto in uno studio di fattibilità predisposto dall’Asp Desio al fine di poter continuare a erogare i servizi rivolti agli anziani mantenendo gli attuali standard qualitativi.
La struttura, che ora ospita 117 persone, di cui 94 non autosufficienti, deve essere adeguata agli standard definiti dalla nuova normativa regionale. I nuovi criteri comporterebbero, per il mantenimento del livello attuale, una notevole riduzione dei posti letto, con conseguente insostenibilità dei costi alle odierne rette.
Al fine quindi di mantenere numero posti letto, standard qualitativi, possibilità di accogliere anche pazienti in condizioni di salute gravi o molto gravi, il cda della Casa di riposo ha approvato un progetto di ampliamento, nell’area dell’immobile ex Italgas, tale da realizzare, nel rispetto dei parametri regionali, una nuova struttura, collegata all’esistente, tale da dotare l’Asp Ardito Desio di 120 posti letto per persone non autosufficienti.
La nuova struttura consisterebbe in un edificio di tre piani fuori terra e un piano interrato, dove ospitare 62 posti letto (16 al piano terra e 23 al primo e secondo piano). Nel corpo storico gli spazi sarebbero riorganizzati per accogliere 58 posti letto, onde arrivare a un totale di 120 posti per ospiti non autosufficienti.
Il costo dell’operazione è stimato attorno ai 5 milioni di euro. Si tratta di un investimento importante il cui obiettivo – fanno notare i sindaci firmatari del documento rivolto alla Regione – è quello di «permettere all’Azienda A. Desio di proseguire con l’erogazione di un servizio di alta qualità come quello che, nel corso degli anni, è stata in grado di fornire a un’utenza “fragile e protetta” come quella degli anziani non autosufficienti» del territorio degli otto comuni firmatari e, più in generale, della Bassa Friulana.
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