Casa di riposo, nel cda col bando

AZZANO DECIMO. Si è concluso il mandato quinquennale del consiglio di amministrazione dell’azienda di servizi alla persona (Asp) Monsignor Cadore di Azzano Decimo, composto da Valter Bortolussi (presidente), Franco Scudeler, Pietro Fantin, Matteo Maronese ed Egidio Bortolus.
I Comuni fondatori (Azzano, Chions, Fiume Veneto e Pravisdomini) stanno già provvedendo a nominare i rispettivi componenti del nuovo cda, con la particolarità chionsese: il commissario Loris Toneguzzi ha emanato un avviso pubblico, e probabilmente, tra quanti si faranno avanti, ci sarà anche l’ormai ex presidente della casa di riposo Bortolussi. Che potrebbe comparire in prima linea anche su altri fronti, per esempio nella “sua” Chions: non si scarta possa essere uno dei papabili candidati sindaco. Impegno non ancora confermato da Bortolussi, che al momento guarda al «bilancio positivo» dell’ultimo quinquennio nella casa di riposo. «L’amministrazione – sottolinea – è stata capace di contenere le spese a carico delle famiglie degli ospiti, mantenendo la retta pro capite più bassa a livello regionale e garantendo standard qualitativi assolutamente elevati. Un impegno riconosciuto dalla comunità: attualmente, la struttura accoglie 84 anziani non autosufficienti e 70 sono in lista d’attesa, proprio perché rappresenta un’eccellenza nei servizi alla persona. A conclusione dei lavori del cda, è stato approvato il bilancio consuntivo 2014, con un avanzo di amministrazione di 60 mila 140,42 euro».
Non ci sono soltanto valori di bilancio: Bortolussi evidenzia anche gli obiettivi raggiunti con numerosi interventi per garantire una qualità di vita il più possibile elevata per gli ospiti. «Posso affermare con soddisfazione – continua l’ex presidente – di lasciare una struttura che funziona dai punti di vista economico, organizzativo e gestionale, che ha saputo rispondere alle esigenze della comunità. Importante è stato l’impegno dei Comuni fondatori e della Bcc Pordenonese. Cruciali per il buon funzionamento della struttura, la collaborazione delle famiglie e l’impegno del personale dell’Asp e delle associazioni di volontariato».
Il messaggio finale, che lascia spazio a future candidature: «Non possiamo parlare di “emergenza sociale” senza aver ben presente numeri, problematiche e specificità del sistema. Gli obiettivi vanno perseguiti attraverso l’azione concreta. Fedele a questi principi – conclude –, intendo continuare il mio impegno nei confronti del territorio, e non escludo la possibilità di mettere a frutto le esperienze compiute anche in altri contesti».
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