Cartelli, striscioni e il sostegno degli agricoltori sui trattori

PALMANOVA. È stata una manifestazione sentita quella davanti all’ospedale di Palmanova. Persone provenienti non solo dalla città stellata, ma da tutto il territorio servito dall’azienda sanitaria e non solo si sono radunate a difesa del punto nascita e dell’ospedale. Una folla colorata che si è espressa anche con striscioni e testimonianze. Un nutrito gruppetto di bambini con i cartelli “Io sono nato qui”. E ancora: sbandieratori con i loro vessilli e tamburi, trattori e passeggini. La parola più ricorrente negli striscioni era senza dubbio “sicurezza”.

Alcuni cartelli invitavano a non toccare l’ospedale, altri chiedevano a Fedriga di fermarsi, altri ancora additavano come pazza una politica che chiude gli ospedali che funzionano. «Questo ospedale è stato per me e la mia famiglia più che eccellente, non potevo non esserci», racconta Marisa Petenel, di Perteole. «La ginecologia di Palmanova è un ottimo reparto, con personale molto scrupoloso e umano. Il clima che si respira è positivo. Sono qui per difenderlo», spiega Giulia Calabrò, di Palmanova. Evelin Pozzar è incinta per la terza volta e vorrebbe partorire «qui, una struttura scelta non solo per la vicinanza (Evelin è di Pavia di Udine, ndr), ma anche per la preparazione e l’umanità del personale. Sono inoltre grata all’area di emergenza che ha salvato la vita a due miei cari».

La speranza di tener aperto l’ospedale è anche quella di Alessandra Benacchio, di Santa Maria la Longa, «perché è un servizio per tutti i Comuni vicini».

Si appella alla ponderatezza delle scelte Marco Valditara, di Palmanova: «Ottimizzare le risorse è essenziale, ma richiede un ragionamento valido su cosa funzioni e cosa vada ridimensionato».

Dalla scaletta del suo trattore, uno dei 13 mezzi che ieri mattina hanno testimoniato la vicinanza anche degli operatori agricoli, Stefano Calligaris avverte: «Questo ospedale, con il suo punto nascita, ha erogato negli anni un servizio essenziale e di alta qualità a tantissime famiglie. Anche noi agricoltori siamo consapevoli che ridurre sprechi e doppioni sia una necessità, ma questa filosofia non può passare sopra le teste dei cittadini, nè dei bambini e delle mamme». —

M.D.M.

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