Caro affitti e riarmo: tanti studenti al corteo di protesta nel centro di Udine
Centinaia di ragazzi presenti alla manifestazione partita da piazza Primo Maggio, a cui hanno partecipato anche genitori, insegnanti e cittadini

Grande partecipazione (trecento persone secondo le prime stime della Questura, circa 450 secondo gli organizzatori) sabato 17 ottobre alla manifestazione studentesca organizzata per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà delle nuove generazioni.
Un corteo animato da slogan, cartelli e interventi, ma anche da una presenza significativa di adulti, tra genitori, insegnanti e cittadini.
Dalla scuola alla sanità, dai trasporti al costo della vita, fino alle guerre e alle spese per gli armamenti: tanti i temi al centro della mobilitazione, nata sulla scia di iniziative analoghe in altre città. A promuoverla, a Udine, tre giovani, Yasmine, Aurora ed Edoardo, che si sono attivati autonomamente per dare voce alle rivendicazioni dei coetanei, senza legami con partiti politici.
Il ritrovo era alle 15 in piazza Primo Maggio. Da lì i partecipanti si sono mossi in corteo lungo le vie del centro. Durante il percorso, diversi ragazzi si sono alternati negli interventi. C’era chi portava sulle spalle la bandiera italiana e chi sventolava quella friulana, a testimoniare un’identità che guarda al territorio senza perdere di vista le questioni nazionali e internazionali.
«Gli affitti sono talmente alti che la gente decide di dormire in macchina», è stato uno degli allarmi lanciati. E ancora: «Bisogna fare qualcosa per sistemare l’Italia». Le parole pronunciate dai giovani trovavano riscontro nei cartelli e negli striscioni: «La vita costa troppo», «Pensate alle guerre e dimenticate gli italiani».

Tra le rivendicazioni anche «Soldi alla scuola, non alla guerra» e «La sanità è un diritto, non un lusso». Questioni che toccano la vita quotidiana degli studenti: edifici scolastici inadeguati, spese per i libri, difficoltà negli spostamenti con i mezzi pubblici e attese lunghe per accedere alle cure. Ma anche la preoccupazione per salari insufficienti, rincari e prospettive future incerte. Una protesta che, come spiegano i ragazzi, resta apartitica e coinvolge persone di età e sensibilità diverse.
Tra le voci che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa quella di Andrea Di Lenardo, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra-Possibile in Consiglio comunale: «Oltre un migliaio di studenti hanno scandito slogan e letto le proprie rivendicazioni al microfono. È stato un piacere vedere così tanti giovani, organizzati in un corteo apartitico e accompagnati anche da insegnanti, infermieri, pensionati».
Di Lenardo ha sottolineato le richieste di maggiori investimenti per l’istruzione e la ricerca, a scapito delle spese militari, e per una sanità pubblica di qualità. «C’è ancora speranza», la sua conclusione.—A.R.
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