Remanzacco ritrova la sua "Mascarade": dopo due anni di stop, migliaia di persone per il ritorno dei carri

Trionfano i carri di Chions, Grions e Buja in un centro coloratissimo. La sindaca Briz: «Bellissima giornata di gruppo». Gran finale con la storica maschera di Bocal

Maura Delle Case

Un caleidoscopio di colori ha dipinto le strade del centro di Remanzacco che, dopo due anni di stop, hanno ospitato il tradizionale appuntamento con la Mascarade di Remanzâs. La sfilata di carri allegorici e maschere, saltata per due edizioni consecutive causa maltempo, è tornata ad attirare migliaia di persone, confermandosi uno degli appuntamenti più amati del Carnevale friulano. Venti i gruppi che hanno partecipato da tutta la regione, molti storici, con grandi carri realizzati con fatica e dedizione in mesi e mesi di lavoro, altri di nascita più recente, come il gruppo del nido Arcobaleno di Cerneglons, al suo debutto.

I carri si sono fatti largo tra due muri di persone, guadagnandosi gli sguardi stupiti di grandi e piccini, questi ultimi, rigorosamente mascherati, i veri protagonisti della giornata. Difficile per la giuria decretare i vincitori scegliendo tra la simpatia delle scuole, che hanno portato in strada maestre, mamme e piccini, e la maestosità dei grandi carri che hanno portato in scena temi dei più disparati: dal bianconiglio di Alice del carro di Buja “Speriamo di arrivare in tempo” a Bob Aggiustatutto affiancato da Salvini e Littizzetto nel carro di Prepotto “Ma sto ponte?” (riferito al progetto del ponte di Messina) solo per citarne alcuni.

Tra i carri l’hanno spuntata quello di Chions, “Stregati dal Carnevale”, che oltre a essere premiato per l’originalità del tema ha ricevuto anche la targa speciale Arturo Carniello; quello di Grions, “La nostra Walt Disney”, per i meccanismi e i materiali e quello di Buja, “Speriamo di arrivare in tempo”, per le coreografie. Tra i gruppi quello di Romans d’Isonzo, “Il ritorno dei vichinghi”, è stato scelto per i migliori costumi; quello di Doberdò del Lago, “Ci sono mulini e mulini”, per l’intrattenimento del pubblico; e il debuttante gruppo del nido di Cerneglons, “Un arcobaleno di amici”, per le coreografie. Un premio lo avrebbero meritato tutti per il tempo, la passione e l’inventiva che di anno in anno mettono nella realizzazione di carri, costumi e coreografie. Impegno ripagato in momenti del genere, a Remanzacco, dove la gente ha ballato al ritmo della disco music piuttosto che sulle note del Can Can.

«Finalmente la Mascarade è tornata. È stato un bel lavoro di gruppo – ha dichiarato la sindaca di Remanzacco, Daniela Briz, che in sella alla bici ha percorso più volte il tragitto della sfilata per assicurarsi che tutto fosse pronto –. Ringrazio le scuole, i gruppi, i carri, il prezioso aiuto dei Carabinieri in pensione e dei volontari civici. È stata una bellissima giornata». Aperta dai veicoli storici del museo Toniutti e dalla Banda di Orzano l’ha chiusa, come da tradizione, la maschera friulana di Bocal, nata a Remanzacco nel 1929.

Dialogando con Quaresima ha strappato l’ultima risata della giornata al folto pubblico che ha promosso a pieni voti il Carnevale di Remanzacco dandogli appuntamento al prossimo anno (meteo permettendo).

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto