Carabiniere morto, esposto della famiglia: «Vogliamo sapere come è stato curato»

I parenti del maresciallo maggiore Emanuele Calligaris scrivono alla Procura

CASSACCO. La famiglia non riesce a darsi pace e vuole fare chiarezza in merito alle cause che hanno portato all’improvviso decesso del maresciallo maggiore Emanuele Calligaris, 46 anni compiuti il 3 settembre, deceduto nel tardo pomeriggio di martedì all’ospedale di Udine per un’emorragia cerebrale.

La moglie del quarantaseienne, Adrien, assistita dall’avvocato udinese Roberto Mete, ha presentato, tramite il suo legale, un esposto scritto di suo pugno, che è stato inoltrato, nella tarda serata di ieri, al fine di accelerare le attività investigative. Nella giornata odierna, invece, sarà inviato alla Procura un secondo esposto più articolato e dettagliato sulla cronologia degli interventi medici che si sono succeduti sul paziente. «Posso solo confermare che sarà formalizzato un ulteriore esposto – le parole dell’avvocato Roberto Mete – affinché il pubblico ministero possa esperire l’attività investigativa idonea a valutare la corretta gestione del paziente da parte del personale medico, fin dal primo soccorso». La valutazione investigativa richiesta, come da dichiarazione del difensore, non dovrebbe avere alcuna attinenza con la somministrazione del vaccino AstraZeneca, che Calligaris aveva ricevuto lo scorso 4 marzo. Al momento la Procura non ha disposto l’autopsia.

La moglie Adrien piange un marito affettuoso e un padre sempre presente nella vita di suo figlio. «Era un punto di riferimento per noi. Un uomo meraviglioso, un compagno di vita insostituibile, che amava la sua famiglie e il suo lavoro. Ora desideriamo fare chiarezza su quanto accaduto». Dopo aver frequentato l’istituto magistrale, Emanuele Calligaris, che abitava a Montegnacco di Cassacco assieme alla sua famiglia, si era arruolato, nel 1995, come carabiniere ausiliario. Dopo quasi un anno e mezzo trascorso a Coccau, nel 1996 era stato trasferito alla stazione carabinieri di Novara. Dopo il 2000 ha frequentato la Scuola Marescialli di Firenze.

Una lunga carriera all’interno dell’Arma, quella di Calligaris. Trasferito prima alla stazione di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio, dal mese di agosto 2002 al 30 maggio 2003, il quarantaseienne era stato poi spostato alla stazione carabinieri di Nova Levante, in provincia di Bolzano, dal 31 maggio 2003 al 10 settembre 2006. Proprio durante quegli anni di servizio aveva conosciuto Adrien, che poi sarebbe diventata sua moglie, e aveva anche imparato ad amare la montagna, una grande passione che si era poi consolidata nel corso degli anni.

Il maresciallo maggiore Calligaris, sempre nel 2006, in virtù della sua ottima conoscenza della lingua tedesca, aveva iniziato la sua esperienza al centro di cooperazione interforze di Thörl-Maglern, dove è rimasto fino al 2015, quando è stato trasferito al servizio amministrativo della Legione carabinieri di Udine. I colleghi lo ricordano con particolare affetto e stima. Tifoso dell’Udinese Calcio, Emanuele Calligaris era anche un donatore di sangue. Chi lo conosceva bene descrive il quarantaseienne come una persona riservata e sempre disponibile ad aiutare il prossimo.


 

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