Cantano “Bella ciao” in chiesa Ragazzi bloccati dal parroco

Il coro delle medie era intervenuto nell’ambito dell’iniziativa “Percorsi di pace” Il sacerdote: bestemmia. Il prof: brani scelti in classe per un percorso universale
Castions di Strada, 17/11/2018 - Chiesa parrocchiale di San Giuseppe - “Il Medio Friuli nella Grande Guerra: il 1918 e la fine del conflitto” - Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli - "Percorsi di pace" - letture e musica sul tema della pace con gli alunni e insegnanti delle Scuole Secondarie di Castions di Strada e Mortegliano - con Pierluigi Di Piazza, Pierluigi Lodi, Alessandro Pennazzato scrittore e storico della Grande Guerra, il coro del laboratorio di musica corale (Giuseppe Tirelli direzione artistica) - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2018
Castions di Strada, 17/11/2018 - Chiesa parrocchiale di San Giuseppe - “Il Medio Friuli nella Grande Guerra: il 1918 e la fine del conflitto” - Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli - "Percorsi di pace" - letture e musica sul tema della pace con gli alunni e insegnanti delle Scuole Secondarie di Castions di Strada e Mortegliano - con Pierluigi Di Piazza, Pierluigi Lodi, Alessandro Pennazzato scrittore e storico della Grande Guerra, il coro del laboratorio di musica corale (Giuseppe Tirelli direzione artistica) - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2018





«Va bene la pace, ma “Bella ciao” in chiesa è una bestemmia».

Così il parroco di Castions di Strada ha bloccato il coro della scuola media, sabato scorso, protestando per l’inopportunità di quel canto in contesto sacro.

Allontanatosi il sacerdote, il programma della manifestazione si è concluso tra l’imbarazzo generale.

Si trattava dell’evento “Percorsi di pace”, a conclusione delle manifestazioni per il centenario della fine della Grande guerra, organizzato dall’Istituto comprensivo di Mortegliano - Castions di Strada, dal Comune di Castions e dalla stessa Parrocchia, con interventi del direttore del centro Balducci di Zugliano, don Pierluigi Di Piazza, dello storico Alessandro Pennazzato, autore di libri sul primo conflitto mondiale nei paesi del Medio Friuli e, appunto, degli alunni della scuola media, nell’ambito del progetto sulla pace e del relativo laboratorio musicale, coordinato per la direzione artistica dal maestro Giuseppe Tirelli.

Ma a qualcuno il canto partigiano, pur riconosciuto generalmente come simbolo di ogni lotta contro la sopraffazione, non è andato giù. Anche i versi di De Andrè «Sparagli Piero, sparagli ora» sono parsi non adatti al luogo, come ha osservato nella sua esternazione il parroco e come ha ribadito un residente, intervenuto a gran voce dai banchi della chiesa, affollata come non mai.

L’uomo ha chiesto agli organizzatori di «vergognarsi» e si è inginocchiato nel mezzo della navata. Il docente Carlo Zorzini, che al pianoforte stava accompagnando i ragazzi, ha spiegato (applausi alla fine) che i brani musicali, la cui scelta era stata condivisa in classe, si riferiscono a un percorso di pace di interesse universale.

I temi del progetto, infatti, spaziano dal conflitto palestinese alle guerre mondiali, fino al terrorismo: è stato eseguito infatti anche il brano vincitore a Sanremo, “Non ci avete fatto niente”.

Chiamato dal protestatario a prendere posizione perfino il sindaco Roberto Gorza. Il quale ha ricordato che «siamo ospiti del parroco», ma anche che «con i giovani sono necessari sempre l’ascolto e il confronto».

In paese non si spengono gli echi dell’increscioso episodio: il comitato “Per le tradizioni di Castions di Strada” stigmatizza il canto partigiano come una forzatura.

Commenta, invece, amareggiato il maestro Tirelli: «”Percorsi di pace” da anni è un progetto annuale dell’istituto, la cui valenza formativa è sempre stata colta dalle famiglie. Qualsiasi strumentalizzazione al di là degli obiettivi didattici non trova terreno fertile». —



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