Camolli-Casut, una famiglia “allargata”

SACILE. L’atmosfera ovattata di questi giorni di festa, cristallizzati da un gelo che la destra Tagliamento non ricordava, è qualcosa di surreale, nella parrocchia di santa Teresina del Bambin Gesù, a Sacile.
Qui, ogni giorno, normalmente, risuonano le voci dei bambini che frequentano la scuola materna ed è sempre, dal 1950 in avanti, un viavai di piccoli, di maestre, di genitori. Dalle filastrocche ai giochi in giardino, dalle prime lettere ai lavoretti per mamma e papà, i bimbi dai tre ai sei anni della frazione di Camolli-Casut crescono, qui dove un tempo c’erano solo campi e contadini a lavorarli. Gli stessi terreni dove sorgono la chiesa e il suo campanile, la scuola, la canonica, il salone parrocchiale e la piazza con il monumento, erano campi coltivati di proprietà del padre di monsignor Giuseppe Costalonga, parroco di santa Teresina.
«Mio padre li donò alla Chiesa nel Cinquanta, un anno dopo che fui ordinato prete, quando venni destinato a questa zona, che è la stessa dove sono nato, quasi novant’anni fa: col tempo, pietra dopo pietra, si costruì tutto ciò che c’è ora» racconta don Giuseppe. Certo, c’è sempre da fare, in una parrocchia come in una casa. Il piastrellamento della piazza adiacente la chiesa e la ristrutturazione del salone e della scuola sono opere recenti e i due mutui accesi non sono ancora stati estinti, ma qui si procede, nonostante la crisi, si va avanti, come si è fatto negli ultimi sessantacinque anni. Traspaiono orgoglio e soddisfazione, dalle parole di chi è riuscito a contribuire, concretamente, al benessere e alla crescita spirituale del proprio paese natale e della propria gente.
Una parrocchia attiva, quella di Camolli, dove i giovani hanno un ruolo di primo piano, soprattutto nell’ambito dell’Azione Cattolica, che organizza incontri, gite e pellegrinaggi. Tre gli animatori e una ventina i ragazzi che la frequentano. C’è anche un nutrito gruppo di donne e uomini che, ogni mercoledì, danno vita alle lezioni di catechismo per adulti. In ambito parrocchiale operano pure due gruppi di cantori, di ogni età, che impreziosiscono le liturgie del sabato e della domenica.
«Per dieci anni, ogni estate, da giugno a settembre – ricorda don Giuseppe – si prendeva in affitto l’albergo Fabian a San Pietro di Cadore e, così, le famiglie della parrocchia trascorrevano insieme i periodi di vacanza o avevano modo di mandare i bambini in villeggiatura». Una vita semplice, quella di Camolli. Anni fa, come oggi. Una parrocchia popolata di gente abituata al fare con mitezza e al dare con discrezione. A beneficio delle missioni cristiane nel mondo o del vicino di casa in difficoltà.
Francesca Pasut
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