Caduta fatale, muore a 55 anni mentre cerca di installare una parabola
Sergio Artico, 55 anni, originario di Tolmezzo e residente da poco a Cavazzo Carnico, è stato trovato senza vita, nella mattinata di venerdì 27 marzo, accanto all’abitazione in cui viveva a Somplago, in via Alessandro Volta

Era riverso a terra, con in testa ancora la lampada frontale accesa e, poco più là, una scala ribaltata e una chiave inglese. Un’altra chiave inglese era sulla parabola, sistemata su un palo esterno, a un’altezza di circa 2,5-3 metri.
Sergio Artico, 55 anni, originario di Tolmezzo e residente da poco a Cavazzo Carnico, è stato trovato senza vita, nella mattinata di venerdì 27 marzo, accanto all’abitazione in cui viveva a Somplago, in via Alessandro Volta, vicino alla centrale idroelettrica.
Secondo una prima ricostruzione della polizia locale della Comunità di montagna della Carnia l’uomo – nella serata di giovedì o nelle prime ore di venerdì –, intervenuta sul posto con il personale sanitario del 118 e il medico della guardia medica, era salito sulla scala per sistemare la parabola e, a causa delle forti raffiche di vento, è possibile che abbia perso l’equilibrio finendo a terra. Per Sergio Artico la caduta è stata fatale.
Artico, che in passato aveva lavorato anche come operaio a progetto per il Comune di Tolmezzo e con una cooperativa che gestiva la piazzola ecologica nel capoluogo carnico, aveva soltanto recentemente dato una svolta alla propria vita, felice di aver trovato un impiego alla cartiera Mosaico di Tolmezzo e una abitazione, nelle ex case prefabbricate post terremoto, nella frazione di Somplago, a Cavazzo carnico.
Nel nuovo alloggio si era sistemato da poco e aveva acquistato un decoder – come ha appurato la polizia locale, guidata dal comandate Alessandro Tomat – che nelle scorse ore aveva cercato di installare. Ma, a causa delle brutte condizioni del tempo, caratterizzate da un forte vento, la scala poggiata sul prato e sulla casetta ha perso la presa e Artico l’equilibrio, cadendo da una altezza di circa 2,5-3 metri.
Per lui non c’è stato nulla da fare. Ha riportato una lesione al collo e altri traumi che non gli hanno dato scampo. A chiamare i soccorsi, ieri mattina, sono stati i vicini di casa, i quali, dopo le 8, hanno notato il corpo riverso a terra dell’uomo.
La luce frontale ancora accesa, la scala e gli strumenti di lavoro sparsi sul prato hanno lasciato spazio a dubbi, così come la scatola del decoder trovata in casa. Sul tavolo, inoltre, c’era anche il telefono del 55enne, privo del blocco. Tramite l’ultimo messaggio ricevuto, quello di una assistente sociale, è stato possibile risalire alla donna, che ha riconosciuto Sergio Artico. Un’ulteriore verifica incrociata con la motorizzazione, grazie alle targhe dei due mezzi in possesso dell’uomo, una moto e un’auto, ha fornito un’ulteriore conferma dell’identità dell’uomo.
Sergio Artico viveva da solo a Somplago, le forze dell’ordine sono riuscite a contattare un’anziana zia, sorella del padre, e un altro parente residente a Udine. Del tragico evento è stata informata anche la Procura.
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