Cade e lo ricoverano: ex dirigente farmaceutico muore dopo 20 giorni

UDINE. Una caduta in casa a Udine il 25 gennaio con rottura del femore, il ricovero in ospedale a Latisana e un quadro clinico che peggiora rapidamente fino alla morte, avvenuta domenica. Se ne è andato così, a 91 anni, Paolo Lavorenti, di origini venete, ma residente a Udine fin dal 1963, dove era molto conosciuto per essere stato per decenni responsabile di area per la casa farmaceutica Carlo Erba.
Nonostante avesse sempre mantenuto un caratteristico accento veneto, aveva negli anni costruito un legame fortissimo con il Friuli e la sua gente con cui condivideva valori fondamentali come l’attaccamento alla famiglia, la dedizione al lavoro e la moralità.
«Credo che negli anni mio padre abbia stabilito con tutti i suoi interlocutori un rapporto vero, conquistando la loro fiducia – sottolinea il figlio Andrea – , come quando, negli anni Sessanta, si offriva amichevolmente di lavorare in farmacia a Paularo per consentire ai titolari di andare in ferie.
Ha anche contribuito attivamente alla ripartenza del Friuli dopo il terremoto, organizzando la distribuzione farmaceutica nella zona di Buja e di Majano».
Originario di Portogruaro, rimase orfano di madre in tenerà età. Cresciuto nel Vicentino, conseguì proprio a Vicenza la maturità classica. Si laureò in Farmacia a Padova e si trasferì in Sardegna negli anni Cinquanta lavorando nel settore del farmaco.
Si stabilì definitivamente a Udine nel 1963. Il suo lavoro per la Carlo Erba lo rese molto conosciuto tra i farmacisti friulani. Negli ultimi anni aveva operato come consulente farmaceutico per un importante distributore nel Nord Italia. Dal matrimonio con la signora Lucia nacquero i figli Andrea e Paola.
Alla moglie, ai figli (e più avanti negli anni anche alle loro famiglie e agli amati nipoti), Paolo Lavorenti ha dedicato sempre tutte le sue attenzioni. Cercava comunque di ritagliarsi anche alcuni momenti per sé, visto che era un appassionato di ciclismo storico (in particolare di Fausto Coppi) e amava molto la montagna, dove si recava appena possibile per camminare, impegnarsi nelle scalate e sciare.
Godeva di buona salute e ciò che gli è capitato ha lasciato particolarmente sorpresi nonché ovviamente addolorati i familiari.
«Dopo la caduta in casa e la rottura del femore, mio padre non è stato subito accolto nel reparto di ortopedia a Udine per indisponibilità di posti causa Covid – racconta Andrea Lavorenti – . Dopo una attesa di dieci ore su una barella è stato trasferito a Latisana nella tarda serata del 25 gennaio.
Appena arrivato in ospedale sono sorte complicazioni. Non si è mai più ripreso. Nessuno sa dirci con precisione cosa sia successo. Pare che tutto sia derivato da una infezione renale. Negli ultimi tre giorni è stato accolto amorevolmente all’hospice di Latisana». Il funerale sarà celebrato mercoledì, alle 10.30, nel Duomo di Udine. —
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