Caccia alla volpe che ha fatto strage di mobili in villa

SAN VITO AL TORRE. Amaro rientro per i proprietari di una storica dimora padronale in via Gradisca 27 a Crauglio ieri mattina. L’ospite inatteso che si era introdotto furtivamente nell’abitazione...

SAN VITO AL TORRE. Amaro rientro per i proprietari di una storica dimora padronale in via Gradisca 27 a Crauglio ieri mattina. L’ospite inatteso che si era introdotto furtivamente nell’abitazione aveva danneggiato il salone, distruggendo mobili e suppellettili e, per indurlo ad andarsene, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

La famiglia Hausbrandt, proprietaria dell’immobile, aveva deciso di trascorrere il finesettimana nello storico edificio, affidato alla cura di alcuni custodi. Quando però hanno aperto la porta e sono entrati nel salone, ieri mattina, hanno scoperto che la stanza era stata messa a soqquadro e hanno subito pensato a un’incursione da parte dei ladri.

Sul pavimento erano seminati cuscini completamente squarciati, come del resto il divano antico. A uno sguardo più attento, però, hanno notato che alcuni mobili antichi erano stati danneggiati, quasi mangiati. E solo allora hanno notato una presenza insolita nella stanza. Si trattava di una massa di pelo che spuntava da sotto il divano. A quel punto i proprietari dell’immobile, impauriti, hanno chiuso in fretta e furia la porta e hanno chiamato il comando provinciale dei vigili del fuoco.

Dal distaccamento di Cervignano di prima mattina è arrivata una squadra coordinata dal capogruppo Fulvio Pozzar.

Dall’entità dei danni procurati a mobili e suppellettili si è capito che l’ospite scomodo non era altro che una volpe.

Si era introdotta nel salone la sera prima infilando la porta aperta mentre i custodi arieggiavano l’edificio. Poi, durante la notte, ha infierito su tutto quello che trovava, sgranocchiando perfino le ante di un mobile antico.

Allontanate le famiglie che abitano nella corte, i vigili del fuoco hanno sbarrato la strada alla volpe impedendole di entrare in altre stanze, quindi l’hanno spinta a uscire dal suo nascondiglio e a rifugiarsi nei campi. (a.c.)

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