Bufera su Pop Vicenza: indagati Zonin e Sorato

VICENZA. La procura si è mossa: da ieri sono indagati per ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza il presidente (ancora in carica) della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin e l’ex direttore Samuele Sorato. Nella bufera, dunque, una banca ben radicata in Fvg, da quando tra il ’96 e il ’98 rilevò la Popolare di Trieste e la Popolare Udinese. Oggi Bpvi rappresenta il quarto istituto per presenza territoriale, con 64 sportelli nelle quattro province, e oltre 12 mila soci.
Oltre che al presidente e all’ex ad, l’inchiesta si rivolge anche ad altri esponenti di vertice. Sarebbero sei gli iscritti a registro, tra manager e amministratori.
Le indagini sono in capo al pm Luigi Salvadori: ieri sono state perquisite dalla Gdf le sedi di Vicenza, Milano, Roma e Palermo della Popolare, abitazioni e uffici legati agli indagati e non. Il blitz si è svolto a ridosso dell’approvazione del nuovo piano industriale dell’istituto, che lunedì sera ha comunicato di aver completato il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale da 1,5 miliardi necessario a ripristinare il patrimonio eroso da 975 milioni di finanziamenti correlati all’acquisto di azioni.
«Gli atti di indagine - ha spiegato il procuratore di Vicenza, Antonino Cappelleri - sono indispensabili nell’ambito della più complessa acquisizione istruttoria» volta alla «necessaria e doverosa ricerca di elementi probatori documentali, intesa sia all’accertamento e riscontro degli elementi di fatto sia all’attribuzione delle responsabilità soggettive». Cappelleri ha sottolineato che «solo alla conclusione dell’inchiesta - su cui il pm fa calare il segreto istruttorio - potrà intendersi sussistente e confermata l’ipotesi di reato ipotizzata».
«Ho massima fiducia nella magistratura» ha detto ieri il consigliere delegato e direttore generale, Francesco Iorio, al suo arrivo nella sede della Popolare dove, nel pomeriggio, si è tenuta una riunione del Comitato esecutivo per il Piano industriale che verrà presentato il prossimo 29 settembre.
Nessuna avvisaglia invece, informano gli insider, di uscita di scena del presidente Zonin. La Banca ieri ha espresso «piena collaborazione» nei confronti della Gdf. «Si tratta di indagini preliminari, ritenute indispensabili per accertare eventuali responsabilità soggettive».
«L’attività prosegue» hanno fatto sapere dal quartier generale. L’inchiesta della Procura arriva sulla scia degli esposti presentati a Consob e Bce di diversi soci e dopo che l’ex direttore Sorato – in risposta all’azione di responsabilità che la Banca ha annunciato nei suoi confronti – ha incaricato i propri avvocati di adire le vie legali nei confronti del presidente Zonin. Le indagini riguardano il periodo precedente al dicembre 2014. Sotto il faro della magistratura, e prima già della Bce, il fatto che circa 975 milioni di finanziamenti erogati dalla banca sarebbero stati usati dai clienti per comprare azioni dello stesso istituto, in violazione delle norme del diritto bancario.
La banca avrebbe, dunque, finanziato un quarto del suo stesso capitale azionario, circa 4 miliardi, superando i limiti consentiti. A verifica anche le modalità con cui sono stati effettuati i finanziamenti. Potrebbero infatti esserci diversi profili di condotta, come accordi tra esponenti della banca e clienti per erogare prestiti a tassi agevolati in cambio di acquisti di quote della Popolare; o pressioni su clienti in difficoltà, perché si impegnassero a comprare azioni con una parte dei soldi ricevuti in prestito; o ancora la banca potrebbe aver fatto acquistare azioni a terzi, che in realtà agivano per conto della banca e con i suoi soldi.
L’indagine della magistratura riguarda anche una sovrastima del prezzo delle azioni che nella sua recente svalutazione ha determinato numerose proteste degli azionisti. Sotto questo aspetto l’attenzione, secondo quanto appreso, riguarda anche il valore che le quote avevano al momento degli stress test della Bce.
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