Brandolin rinuncia, gelo nell'Ulivo

No alla candidatura. Ma Moretton riapre uno spiraglio: «Avrà le garanzie che chiede»
GORIZIA. Un “suicidio politico”, il timore che ora il destino della sfida di Gorizia sia irrimediabilmente segnato. Queste le reazioni a caldo degli esponenti del centro-sinistra regionale, alla notizia della rinuncia di Giorgio Brandolin, al quale era stata offerta la candidatura alla guida del comune di Gorizia. Rc accusa un'ala della Margherita, i Dl si dicono sorpresi per la rinuncia dell'ex presidente, i Ds chiedono di fare il possibile per non perdere quella che sembrava la ritrovata unità della coalizione. Ma la Margherita rilancia con l'uscita del vicepresidente della giunta Moretton che riapre uno spiraglio alla candidatura Brandolin: «Tutto il centro-sinistra di Gorizia gli ha chiesto di candidarsi in sintonia con quello regionale. Ma se si rendesse necessaria un'ulteriore rassicurazione sul versante regionale, sono certo che non mancherà, anche da parte del suo massimo vertice, affinché Brandolin possa ottenere le certezze che sta cercando. Lasciamo passare questa notte nella convinzione che domani ci possano essere tutte le condizioni che Brandolin chiede». E il senatore dell'Ulivo Carlo Pegorer è stato altrettanto incoraggiante: «Le questioni di natura personale ovviamente non le commento. Ma per quanto attiene a quelle di natura politica dico che ho apprezzato la disponibilità di Brandolin anche perché credo sia un ottimo candidato a rappresentare il centro-sinsitra a Gorizia e auspico ci sia un possibilie ripensamento». E ora in regione c'è chi ritiene che Brandolin si aspetti un incontro con il presidente della regione, anche se non risulta che finora il governatore si sia occupato della questione di Gorizia. «Dopo tre giorni di riflessioni - ha detto ieri l'ex presidente annunciando di avere rinunciato alla candidatura - ho constatato che non ci sono nè le condizioni politiche nè quelle personali perché io possa accettare l'incarico».


Secondo Brandolin «manca la consapevolezza che la sfida di Gorizia si gioca anche a livello regionale. Ringrazio - ha concluso - il sindaco Vittorio Brancati, i partiti e la gente che mi ha sostenuto». «Ho paura che tutto finisca in una guerra per gruppi, perché i problemi grossi sono stati creati proprio all'interno dei partiti maggiori di Intesa: sembra quasi una resa dei conti fra loro», è stato il commento a caldo di Bruna Zorzini Spetic, del Pdci. Non so se sono prove tecniche di Partito democratico - ha ironizzato -, certo è caduto nel vuoto il nostro appello al senso di responsabilità della coalizione. Siamo molto preoccupati, ora sarà dura». I sospetti del Pdci diventano certezze nelle dichiarazioni del segretario regionale di Rc, Giulio Lauri: «Questo è il disastro cui ci sta consegnano l'atteggiamento irresponsabile di una parte della Margherita. Adesso dovremo capire cosa succederà. Mi pare veramente una follia, che non sta né in cielo né in terra. È un suicidio politico non supportato da elementi forti e comprensibili per il cittadino, in termini di contenuti. Hanno deciso di fare le scarpe a Brancati per avere che risultato?». Lauri scuote la testa: «Incomprensibile». La Margherita non oppone resistenza: «Sto cercando di contattare Brandolin, ho appena saputo del suo no e sono rimasto attonito», è il commento a caldo di Franco Brussa, presidente del partito regionale. «Con il collega Moretti aspettavo la risposta di Brandolin perché l'avevamo contattato noi per conto dell'Ulivo. Invece la notizia ce l'hanno portata altri. Sto ancora cercando di capire». «I ds di Gorizia, con l'appoggio della segreteria regionale, si erano mossi proprio perché a conoscenza di certe fibrillazioni per trovare un profilo unitario della coalizione e individuare una proposta condivisa per presentarci a un appuntamento elettorale impegnativo e importante», ha detto il segretario della Quercia, Bruno Zvech.


C'è stata una discussione anche dai toni aspri, e fino a ieri sera pareva che l'unità fosse stata ritrovata e che la candidatura su cui ci si orientava, con la disponibilità dell'interessato, fosse quella di Brandolin. Era una proposta che seguiva quella linea, che unificava tutto il centro-sinistra e poteva rappresentare un orientamento più che positivo. Poi che siano intervenuti problemi di natura politica o personale, non ne sono a conoscenza». Zvech si è augurato «che ci sia un ragionamento ulteriore rispetto alla vicenda». Poi in serata, come si è detto, le dichiarazioni incoraggianti di Moretton e Pegorer, con l'apertura di uno spiraglio che forse potrebbe essere alimentato dal governatore Illy.

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