Bracconiere investe un agente, arrestato

Sorpreso con un parente nei boschi di Lauco, è scappato forzando il posto di blocco. Libero dopo la direttissima di ieri
Di Luana De Francisco

UDINE. Si sono accorti di loro dal faro adoperato per stanare e sparare agli animali che popolano i boschi della Carnia. Le torce a led, così come qualsiasi altra sorgente luminosa, sono tassativamente vietate a chi pratica attività venatoria. Ma Enzo Tomat, 47 anni, di Lauco, e il 72enne che era con lui, suo parente, erano lì per cacciare di frodo. Questo, almeno, è quanto ipotizzato dagli uomini del Corpo forestale regionale che, nella notte tra sabato e domenica scorsi, li hanno sorpresi e fermati nella zona di Lauco, dopo un rocambolesco inseguimento e il ferimento di uno dei due operatori.

Il più giovane, che si trovava al volante dell’auto, un’utilitaria, è stato arrestato e sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari. L’altro è stato invece denunciato a piede libero. Per entrambi, l’accusa formulata dal pm di turno, Annunziata Puglia, è di concorso in resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dalle lesioni personali procurate a uno degli agenti, urtato dal veicolo in fuga e, per questo, ferito, anche se in maniera lieve (i medici lo hanno dimesso dall’ospedale con una prognosi di cinque giorni). La Procura si è comunque riservata di rivalutare la posizione del denunciato, alla luce dei futuri sviluppi dell’indagine.

Ieri, nel processo per direttissima celebrato davanti al giudice monocratico del tribunale di Udine, Carla Missera, le parti hanno ricostruito le fasi del concitato episodio, avvenuto durante un servizio di antibracconaggio predisposto dalla Forestale regionale, sulla scorta delle risultanze di una precedente indagine. Su richiesta del difensore di Tomat, avvocato Giuseppe Tiso, il giudice ha concesso il termine a difesa, rinviando l’udienza a fine gennaio. Quanto alla misura scattata nei suoi confronti, il giudice ha convalidato il provvedimento e disposto la liberazione dell’indagato, nei confronti del quale la Procura non aveva avanzato alcuna ulteriore richiesta cautelare. L’avvocato Tiso si è riservato di illustrare la propria linea difensiva in sede dibattimentale.

Intanto, sulla carta resta la ricostruzione che dei fatti è stata data dalla polizia giudiziaria. Appostati nella zona per un’attività di controllo mirato, attorno alle 23 gli agenti - in campo sette uomini in tutto, tra Nucleo operativo del Corpo forestale regionale di vigilanza ambientale e stazioni di Villa Santina e Tolmezzo - hanno notato alcuni movimenti strani. O meglio, si sono ritrovati di fronte a ciò che si aspettavano di trovare: una battuta di caccia di frodo. Alla vista delle divise, però, il gruppo di bracconieri si è rapidamente disperso. Pur nella concitazione del momento e nonostante il buio, gli agenti avrebbero visto un’auto scappare prima ancora di riuscire ad avvicinarla e l’altra, quella con a bordo Tomat e il 72enne, mettere in moto e tirare dritto, forzando il posto di controllo e urtando così uno di loro.

È a quel punto, per evitare che il veicolo in fuga travolgesse anche il collega, che l’agente ferito ha impugnato la pistola d’ordinanza ed esploso alcuni colpi a scopo intimidatorio. Uno ha centrato uno pneumatico, rallentandone la corsa, che si è conclusa di lì a poco, dietro l’abitazione dove i due avevano nel frattempo tentato di nascondersi.

Dalla perquisizione che ne è seguita, però, i fucili che Tomat e il parente avrebbero adoperato per cacciare cervi e caprioli non sono spuntati. Nell’auto (sequestrata) c’erano invece le cartucce, pronte per l’uso. L’ipotesi, allora, è che i due si siano liberati delle armi durante la fuga, oppure che a portaseli via sia stata una terza persona, dileguatasi senza essere vista. Gli ulteriori accertamenti condotti sui due presunti bracconieri, ossia il mancato possesso della licenza di caccia e del porto d’armi, hanno portato la Forestale a ipotizzare a loro carico anche lo svolgimento di attività venatoria abusiva.

Informato dell’episodio, l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, ha espresso la vicinanza sua e della Regione «a tutto il Corpo forestale, che continua con impegno, costanza e purtroppo a volte rischi a compiere il proprio dovere. Gli agenti – ha aggiunto – continueranno sempre a effettuare controlli e pattugliamenti contro qualsiasi attività di bracconaggio, a tutela del nostro ambiente e della nostra fauna in primis, e naturalmente di chi rispetta le regole».

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