Bonifica all’ex Infa In discariche speciali il terreno inquinato

Vanno avanti i lavori: trivellazioni nel terreno per aprire pozzi Quasi 2 milioni per sistemare l’area di via Cimon dei Furlani



Vanno avanti senza interruzioni i lavori di bonifica dei terreni nell’area industriale di Aviano, in via Cimon dei Furlani, inquinati dal percloroetilene. Una perforatrice continua a trivellare il terreno per aprire una serie di pozzi e appositi mezzi di cantiere caricano il terreno inquinato in grandi bilici, diretti in discariche speciali per lo smaltimento.

IL PRoBLEMA AMBIENTAle

Nel suo piccolo Aviano, assieme all’infezione da Coronavirus vive un’emergenza particolare, dovuta all’inquinamento del suolo: un problema tutto locale, emerso alla metà degli anni Ottanta e che ancor oggi desta grande attenzione per le ricadute ambientali. Significative, in tal senso, le relazioni del 2016 e 2017, redatte per il Piano regionale di bonifica dei siti inquinati e contaminati. Colpisce già la prima relazione, dove si legge: «Uno dei siti contaminati più rilevanti della regione è quello dell’ex Infa di Aviano che, in passato, è stato caratterizzato da episodi rilevanti di rilasci di percloroetilene nel sottosuolo». Si evidenzia: «Le prime indagini di caratterizzazione nel sottosuolo per l’investigazione del sito risalgono alla fine degli anni Ottanta, in quanto nella falda che alimenta l’acquedotto di Fontanafredda (a valle dello stabilimento ex Infa), già nel 1987 era stata rilevata la presenza di solventi organici in concentrazione superiore ai limiti previsti dalla normativa. L’indagine condotta per valutare l’estensione dell’area interessata dal fenomeno ha individuato nel comune di Aviano l’origine dell’inquinamento».

IL CASO INQUINANTI

Il percloroetilene, annota l’estensore della relazione, era stato largamente usato all’interno del ciclo industriale dell’Infa, ora in liquidazione, «per sgrassare le superfici dei lamierati prima delle successive lavorazioni». Da aggiungere che nell’individuare il nuovo lato, a nordest dell’ex Infa, per effettuare le perforazioni, è emersa una nuova fonte di inquinamento, da idrocarburi, sempre dovuta all’ex Infa. Tale situazione aveva fatto slittare la Conferenza dei servizi, in Regione a Trieste, per decidere su come affrontare l’intervento di bonifica da percloroetilene in tutto il perimetro esterno dell’ex Infa. Una volta neutralizzato il nuovo inquinamento da idrocarburi, una ulteriore Conferenza dei servizi, forse a fine estate, stabilirà tempi e metodi della bonifica globale da percloroetilene. Intanto sta procedendo alacremente la bonifica in via Cimon dei Furlani, con una spesa prevista di un milione e novecentomila euro, a carico dell’Infa in liquidazione. —



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