Blitz di Bellocchio a Udine: il 6 febbraio ciak per Eluana

UDINE. Sale in Friuli, Marco Bellocchio, appoggia sguardi utili alla prossima direzione dell’obiettivo nell’inevitabile location udinese de L a bella addormentata, fiabesca insegna del suo film, quattro storie riconducibili al dramma di Eluana Englaro.
Mesi fa pareva progetto destinato a infrangersi sul muro delle commedie, «le uniche prodotte in Italia senza battere ciglio, ma quando spunta il dramma tutti si ritirano», s’infuriava il regista piacentino nel bel mezzo dell’infruttuosa ricerca di un produttore. Il vento gira e Cattleya (già in regione con Amore bugie e calcetto e Diverso da chi?) dice sì e la nave va.
Il 3 febbraio 2009 Eluana è accolta alla Quiete, gli ultimi palpiti vitali prima dell’architettato addio alle 20.40 di lunedì 9. Il 6 febbraio 2012 è programmato il primo ciak. Un caso o una data voluta? Per ora ben poco sfugge a produzione e cast tecnico, in comprensibile silenzio durante la difficile fase di studio di angoli e luoghi. Però ieri il blitz del regista Leone d’oro alla stazione dei treni di Udine non passa inosservata, così come sfuggono per l’etere i nomi dei primi due protagonisti della pellicola: Alba Rohrwacher e Michele Riondino. Intanto questi, il resto della truppa si formerà a breve, sicuramente con anticipo rispetto all’inizio del lungo accampamento della troupe in Friuli fino al 30 marzo.
Accompagnati dal presidente della Film Commission Fvg Federico Poillucci, al quale si deve la fortunata lista di set friulani e giuliani per decenni snobbati dai romani, Marco Bellocchio, il direttore della fotografia Daniele Ciprì e lo scenografo Marco Dentici, si sono concessi quattro passi in zona stazione. Un’occhiata propedeutica per capire in quali scorci udinesi piazzare le cineprese. Si girerà interamente in città con un breve fuori porta cividalese.
La Rohrwacher, trentaduenne fiorentina, è partita dall’Amore ritrovato di Mazzacurati (2004) e da allora non ha mai smesso di stupire. Attrice intima con una grande carica emotiva (il suo top resta Il papà di Giovanna di Pupi Avati alla pari con La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo) Alba appartiene a quella new generation che sta tentando di riportare il cinema italiano ai fasti del Novecento. Un altro trentaduenne rampante è Michele Riondino, targato Taranto, nulla a che fare con David. Si fa notare nella serie tv Distretto di polizia e quindi chiamato a rapporto per dare lustro a un must del passato, La freccia nera. Sbuca (e buca) sul grande schermo grazie a Daniele Vicari, Il passato non è una terra straniera ed esplode assieme a Isabella Ragonese nei D ieci inverni di Mieli.
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