Bimbo morì nel rogo della casa Il fratello patteggia 14 mesi

PINZANO. Il sipario giudiziario è calato ieri su una tragedia familiare che ha scosso profondamente il paese di Pinzano. Una vita spezzata a 5 anni, il fratello maggiore distrutto dal dolore per aver causato l’incendio della casa solo nel tentativo di ravvivare il fuoco della stufa.
Ousseni Bambore, 28 anni, difeso dall’avvocato Bruno Malattia, ieri ha chiuso il conto con la giustizia, patteggiando un anno e due mesi di reclusione, con la condizionale, dinanzi al gup Monica Biasutti. Il pm Andrea Del Missier ha contestato l’omicidio colposo (per la morte del fratellino), le lesioni subite dal fratello gemello (rimasto intossicato), l’incendio colposo. Vista la piena confessione resa dall’imputato, il pm ha prestato consenso a un patteggiamento con pena sospesa.
Agli inquirenti Ousseni infatti non ha mai nascosto nulla. Fra i singhiozzi aveva raccontato ai carabinieri di aver gettato un po’ di benzina nella stufa con la tanica che aveva appena acquistato, ma il contenitore gli si era incendiato fra le mani, bruciando il pavimento, mentre stava tentando di gettarlo fuori dalla casa.
Le fiamme erano divampate con un’incredibile violenza, subito il giovane aveva gridato i nomi dei due fratelli, Abdoul, il piccolino, e Hassam, il fratello gemello. Poi era corso al primo piano. Il gemello si era lanciato dalla finestra del primo piano, ferendosi, ma il bimbo non c’era.
Abdoul, quando il fumo aveva cominciato a salire nella sua cameretta, si era nascosto sotto il letto, perdendo una scarpina. Era già svenuto a causa delle fatali esalazioni di monossido quando Ousseni lo cercava disperato. Il fratello maggiore non lo aveva visto rientrare in casa, così aveva pensato che fosse rimasto dai parenti.
Quando era uscito dalla casa in fiamme aveva scoperto che non era così. Abdoul Loughmane Bambore era dentro a quell’inferno di fuoco. Erano stati i vigili del fuoco di Maniago, con la scala, a entrare nella cameretta e a trovare il corpicino del bimbo esanime. Dall’incoscienza era passato alla morte.
La famiglia Bambore è molto benvoluta a Pinzano e integrata nel tessuto sociale del paese. Il sindaco aveva proclamato il lutto cittadino testimoniando la vicinanza della comunità alla famiglia colpita da una tragedia immensa. —
I.P.
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