Billa, la trattativa è ancora bloccata

PORCIA
Fumata nera ieri a Roma per il superstore Billa di via Roveredo a Porcia, dove sono impiegate una cinquantina di persone. Sul loro destino ogni notizia è rimandata ora al 25 gennaio, data questa indicata dall’azienda per il prossimo incontro nazionale con le parti sindacali.
Il punto vendita di Porcia – hanno infatti riferito ieri i dirigenti del personale di Billa ai sindacati di Cgil, Cils e Uil presenti al vertice – rientra nel gruppo dei 15 negozi rimasti in vendita e per i quali continuano perciò le trattative. Per altri 40 tra megastore e superstore della penisola invece in queste settimane è stato raggiunto un accordo, con la firma del preliminare di vendita. L’acquirente in questo caso, come era stato ventilato nei giorni scorsi, si è confermato essere il Gruppo Conad, attraverso le cinque cooperative che ne fanno parte (Cia, Tirreno, Adriano, Pac200 e Nord Conad).
Al vertice di ieri erano presenti per Porcia i segretari provinciali della Cisl Fisascat, Adriano Giacomazzi, e della Uil-Tucs, Mauro Agricola, assieme al rappresentate sindacale interno. Questa mattina dalle 7 alle 9 nel punto vendita a Porcia è prevista un assemblea sindacale per riferire quanto appreso dall’azienda. «Nella sostanza – spiega Agricola – non sappiamo molto di più di prima se non che Porcia (come Crocetta del Montello e Bassano per restare in zona, ndr) è tra i negozi rimasti fuori dall’acquisizione. A incidere nelle trattative è nel nostro caso la questione dell’affitto in scadenza (fine 2012 con proroga al 2013 ndr) che apre per un possibile acquirente il problema dei locali. Va detto poi che – continua – a complicare la trattativa vi sta il fatto che il punto vendita va rilanciato e questo comporta in previsione futura un investimento maggiore». Sono probabilmente queste le considerazioni che hanno penalizzato il superstore di via Roveredo in questo primo tempo di gioco. «Per noi quindi la partita è ancora aperta – riflette Agricola –. Da quanto trapelato nell’incontro sembrerebbe che le trattative stiano avvenendo con imprenditori locali».
Nessuna indiscrezione è invece emersa su chi questi siano, anche se non è da escludere si tratti proprio di imprenditori associati al marchio Conad, l’unico che non è ancora ben piazzato in provincia di Pordenone. «Al di là di tutto – dice agricola a nome delle tre sigle sindacali – restiamo fermi sulla difesa del posto di lavoro della cinquantina di dipendenti».
Lavoratori che se da un lato potranno contare su uno stipendio che continua a essere regolare, non possono ancora tirare un sospiro di sollievo nel dare il benvenuto all’anno che verrà.
Milena Bidinost
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