Biglietto in bottiglia, ecco chi l’ha scritto

PALMANOVA. Ha un autore la “capsula del tempo” ritrovata nelle fortificazioni di Palmanova, lì depositata da 4 muratori, nel 1955, durante un restauro. Del fatto che Luigi Guerico avesse nascosto una boccetta con uno scritto nella cinta muraria, ne aveva sentito parlare il nipote (Guerico era suo zio), Carletto Serafini, all’epoca bambino e che oggi ne ripercorre le vicende dopo aver appreso la notizia sul Messaggero Veneto.
Non solo: il contenuto del biglietto e il desiderio di lasciare testimonianze ai posteri ben si legano con il ritratto che tutti, a Griis di Bicinicco, conservano di Luigi Guerico, noto come “Vigi Moro”. Nato il 14 maggio 1901, Luigi leggeva moltissimo, ma soprattutto scriveva.
Registrava tutto, dalle cose che gli accadevano ai metri di fughe che realizzava come muratore. Sensibile all’attualità (le altre nipoti di zio Luigi, Marina e Franca, ricordano montagne di numeri della “Domenica del Corriere”), ha sempre avuto la passione di tramandare i fatti accaduti. Fu tra i primi a comprarsi una macchina fotografica. E sul retro delle immagini scattate, scriveva luogo, anno e persone immortalate.
«Fu per anni segretario della latteria turnaria – racconta il sindaco Dino Strizzolo -, si adoperò tanto nella raccolta di fondi per la nuova chiesa di Griis-Cuccana e si deve a lui se la chiesetta di Sant’Andrea non cadde a pezzi».
Era cattolico, e praticante. Ma era iscritto al Partito comunista (da qui i riferimenti contenuti nel biglietto alla speranza del trionfo del socialismo). Così, alla fine degli anni ’50, fu perfino cacciato di chiesa dal parroco. Così lui, una volta all’anno, andava a messa a Udine, ma intanto continuava a lavorare alla chiesetta di Sant’Andrea: la puntellò, riparò il tetto salvando da distruzione un ciclo di affreschi che merita, da solo, una visita in paese.
Ebbe il suo riscatto nel 1979, quando dalla Chiesa ottenne l’onorificenza di Cavaliere di San Silvestro per quanto aveva fatto. A prodigarsi per questa chiesetta lo avevano portato l’amore per il paese e una certa sensibilità per il bello, maturata forse anche nel periodo in cui lavorò per la Soprintendenza, periodo di cui ha lasciato testimonianza dietro il mattone delle fortificazioni palmarine.
Hanno un’identità precisa anche gli altri due muratori friulani i cui nomi sono riportati nel foglio racchiuso nella capsula. Grazie infatti alle notizie fornite dall’architetto Paolo Bonini, appassionato di storia locale, che ha dato le prime indicazioni anche su Luigi Guerico, è stato possibile individuare pure le altre due figure: quelle di Arturo e di Santo Dorigo Viani.
Il primo nacque a Bicinicco l’11 novembre del 1894 e morì a Santa Maria la Longa il 31 marzo del 1981. Lavorò come muratore in diverse ditte, tra cui l’impresa che operò sulle fortificazioni di Palmanova, dove si recava in bici assieme al parente, Santo, nato a Santa Maria il 16 aprile di cinque anni prima e morto a Udine il 3 luglio 1975.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








