Berlusconi in Friuli: "Domenica vittoria del centrodestra e ottimo risultato di Forza Italia"

Intervista al leader di Fi che apre la quattro giorni in regione e lancia la volata al centrodestra. «Nessuna sfida con Salvini, ma se sceglie il M5s sarebbe la sua fine»
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi (Fi), durante l'appello finale al voto dei leader di Forza Italia, Lega, FdI e Noi con lItalia, Roma, 01 marzo 2018. ANSA/ANGELO CARCONI
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi (Fi), durante l'appello finale al voto dei leader di Forza Italia, Lega, FdI e Noi con lItalia, Roma, 01 marzo 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Berlusconi, bagno di folla a Pordenone

PORDENONE. I risultati delle Politiche, la sfida di domenica alle Regionali, la scelta del tandem formato da Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi – assieme al passo indietro chiesto a Renzo Tondo – e i rapporti con la Lega.

Berlusconi a Pordenone: “Qui Fi non stia dietro alla Lega”
11/02/2018 Roma, Rai 3, trasmissione televisiva Mezz'Ora in piu', nella foto Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi, che ieri ha aperto la sua quattro giorni in Fvg, affronta a 360 gradi i principali temi sul tavolo dell’agenda politica, nazionale e regionale, con un obiettivo ben preciso: dimostrare agli elettori che Forza Italia non è moribonda, ma pronta a rialzare la testa tanto a Roma quanto a Trieste.

Presidente, il 4 marzo per la prima volta la Lega ha superato Forza Italia alle urne. Si è dato una motivazione del sorpasso?

«Credo che il 4 marzo sia successa una cosa molto più importante: il centrodestra si è confermato la prima forza politica del Paese – come hanno ribadito le elezioni in Molise – e ha così conquistato il diritto e il dovere di guidare il prossimo Governo. Quella del 4 marzo non era una gara al nostro interno, i nostri competitori non erano i nostri alleati. Certo, Forza Italia ha dovuto giocare questa partita con le mani legate: il fatto di non poter candidare il proprio leader, al quale gli italiani in 20 anni hanno dato più di 200 milioni di voti, è stato un handicap che abbiamo pagato in modo pesante, nonostante io abbia fatto tutto il possibile per rivolgermi comunque agli italiani».

È soltanto questa, quindi, la motivazione?

«No, c’è una seconda ragione: da liberali, moderati e rappresentati in Italia del Ppe, abbiamo svolto una campagna elettorale responsabile, sulle proposte concrete e soprattutto davvero fattibili. Questo forse non ci ha aiutato, visto che altri – mi riferisco al M5s – urlavano, insultavano, distribuivano promesse irrealizzabili. Però non sono affatto pentito. Noi siamo persone serie e lo rimarremo. Gli elettori italiani non impiegheranno molto tempo a capire con chi hanno a che fare».

Quali sono i rapporti, reali, con Matteo Salvini? La sensazione è che il segretario del Carroccio possa "strappare" per allearsi con il M5s...

«Non mi sembra proprio. Matteo fino a oggi è stato un partner leale e non ho dubbi che continuerà a esserlo. D’altronde un Governo Lega-M5s sarebbe la sua fine politica e non credo che sia nei propositi di Salvini. Il tentativo di dividerci è miseramente fallito. La Lega ha il legittimo diritto di guidare un Governo di centrodestra. Noi manteniamo la parola e ci fidiamo dei nostri alleati. Chiunque ha senso di responsabilità verso il Paese oggi è un interlocutore in Parlamento. Se non vi sono le condizioni per un Governo di alto profilo, serio, capace di risolvere i problemi, credibile in Europa, è meglio restituire la parola agli italiani».

Forza Italia però ha subìto una battuta d’arresto. Come si può ripartire politicamente?

«Forza Italia sta già ripartendo. C’è una classe dirigente giovane e preparata, con una fortissima componente femminile, che sta emergendo. Siamo l’unica forza politica nella storia ad aver indicato ai vertici parlamentari una squadra tutta al femminile. Elisabetta Casellati presidente del Senato, ed è la prima volta che una donna ricopre la seconda carica dello Stato. Mara Carfagna vicepresidente della Camera. Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini capigruppo. Abbiamo rinnovato i gruppi parlamentari per più del 70%. Questo è soltanto l’inizio, punteremo molto sui giovani: non ragazzi improvvisati, ma persone che con anni di militanza hanno dimostrato di avere competenza, consenso e un forte senso di appartenenza e di lealtà. Nei prossimi mesi, chiusa la partita del Governo, mi dedicherò a una riorganizzazione scientifica del partito, sapendo che abbiamo un grande futuro davanti a noi».

Domenica si vota in Fvg. Come mai Forza Italia, dopo un’iniziale indicazione di Renzo Tondo, ha deciso di convergere su Fedriga?

«È molto semplice: Tondo si era messo a disposizione con spirito di servizio, ma si è reso conto che la sua candidatura poteva risultare divisiva e, con altrettanto senso di responsabilità, ha preferito farsi da parte. Fra alleati abbiamo ragionato a lungo su quale fosse la soluzione migliore non per assegnare una casella all’uno oppure all’altro partito, ma per vincere e soprattutto governare il Fvg nel modo migliore. Il nostro obiettivo non è quello di piantare una bandierina, ma di dare ai cittadini di questa regione un governo all’altezza delle loro esigenze. Abbiamo ritenuto che l’accoppiata Fedriga-Riccardi, indicati l’uno come presidente e l’altro come vice, fosse la soluzione migliore».

Per la vicepresidenza della Regione, dunque, lei indica Riccardi?

«Riccardo è una figura di grande qualità. La sua esperienza e la sua preparazione sui temi della regione non hanno eguali. E insieme alla nostra bravissima coordinatrice regionale, Sandra Savino, ha tenuto alta la bandiera di Forza Italia negli anni difficili dell’opposizione a Debora Serracchiani. Voglio ringraziare entrambi per l’ottimo lavoro svolto. Sono convinto che il ticket Fedriga-Riccardi funzionerà molto bene: le due figure si completano e lavoreranno bene insieme nell’interesse dei cittadini del Fvg».

Con Lombardia e Veneto alla Lega, e Giovanni Toti che in Liguria strizza l'occhio al Carroccio, non teme di scomparire dal Nord?

«Lo ripeto, fra noi non esiste una questione di quote. Esiste una leale collaborazione per trovare di volta in volta le soluzioni migliori».

Che risultato si attende dal voto di domenica?

«Una vittoria del centrodestra e un ottimo risultato di Forza Italia, proprio come è avvenuto in Molise. Un’altra importante regione del Nord sarà governata dalla coalizione che già guida, con eccellenti risultati, Lombardia, Veneto, Liguria. Ma per quanto riguarda Forza Italia vorrei aggiungere qualcosa».

Prego...

«Proprio le vicende degli ultimi giorni a livello nazionale hanno dimostrato quanto sia importante l’esistenza di un partito moderato, equilibrato, costruttivo, che pensa a fare cose concrete. La vostra è una regione di persone serie, tenaci, che conoscono l’etica del lavoro, dell’impegno, del sacrificio: merita di essere governata da chi, come noi, ne condivide lo spirito e la sensibilità. A questo si aggiunge la qualità dei nostri candidati che mettono insieme esperienza, coerenza, capacità di lavoro e di risultati, dimostrata sia nelle istituzioni che nella vita professionale e civile. Insomma, un voto, quello per Forza Italia e il centrodestra, che può davvero far ripartire il Fvg su basi molto solide».

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