Bellomo: «È una battaglia persa»

Il leader di Flc Cgil: «Strutture web scolastiche non preparate a combattere le legioni di hacker»

PORDENONE «I siti delle scuole non sono preparati a combattere la pirateria informatica». Mario Bellomo, leader sindacale Flc Cgil e docente, ha misurato la vulnerabilità della rete. Quella che è nata con risorse ridotte e hardware riciclato. «Tanti siti scolastici sono stati costruiti da bravi tecnici e docenti volontari – è la genesi diffusa che ha monitorato con il collega Gianfranco Dall’Agnese –. Le strutture non sono attrezzate per fare scudo agli hacker: è una battaglia persa. Le violazioni, in genere, sono di matrice studentesca, dirette al registro elettronico dei voti. Ma non sembra il caso capitato allo Zanussi, attaccato da pirati informatici di un fronte internazionale».

In Italia, la “legione” è quella del Fronte internazionale brigate antifasciste. La presenza della “legione” si conta in più di 400 città (compresa Pordenone?) con un’alleanza tra virtuale e reale da indovinare. Anonymous tricolore ha compiuto tre attacchi di grande impatto, nell’autunno 2014. I ragazzi-pirati italiani si sono concentrati su obiettivi nazionali: il sindacato di polizia Sap è stato “bucato”. Pare che siano stati prelevati gli indirizzi degli iscritti e recapiti del segretario generale Tonelli, per protestare contro la sentenza di Cucchi. Poi, la Procura di Torino, per contestare la sentenza ai No Tav. Un altro blitz mediatico ha bloccato il sito della Lega Nord: è stato messo offline e dal database sono stati prelevati molti file. In gergo, si dice “dumpati”, per trasferire la banca-dati altrove.

«A tutti gli antifascisti del mondo – gli anonimi non hanno 30 anni, dicono, e scrivono nei loro blog per rivolgersi alla società –. Siamo sicuri che voi tutti, cittadini del mondo, siete contrari a razzismo e fascismo. Combatteremo con tutti noi stessi per opporci a una nuova era di regime fascista in Italia». Si chiamano il Fronte internazionale di brigate antifasciste per questo. Dicono che vogliono proteggere gli immigrati e fasce deboli, come Robin Hood smaterializzati. «Cittadini del mondo – reclutano altri hack – venite sul canale #italy ad aiutarci nella Resistenza contro il fascismo. Molti altri sono in arrivo».

Esistono molti team di Anonymous che combattono per la libertà nel proprio paese, ma sostengono qualsiasi gruppo lavori per la “causa”. Nel loro team raggruppano svariate nazionalità e religioni ma l’idea di base è la stessa: la libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto