Bellavite, festa tra le rose: «Momento storico»

Il sacerdote ha riunito in corte Bratina tutte le cinque liste che lo sostengono
Ad applaudire il candidato sindaco, mescolato fra la gente, anche Brancati
Musica e colori. Una composizione di rose, con tinte diverse e vivacissime a indicare, forse, le varie anime della coalizione, unite per raggiungere un identico obiettivo, la conquista del Comune di Gorizia. È in questo scenario, reso ancor più suggestivo dalla naturale bellezza della corte Bratina, accanto al Kinemax di piazza Vittoria, che il candidato Andrea Bellavite ha dato il via, assieme alle squadre che lo sosterranno, all'ultimo e più intenso mese di campagna elettorale. Ad applaudire Bellavite anche una figura autorevole, quella del sindaco, Vittorio Brancati, mescolato fra la gente. Per la prima volta, non ha parlato a braccio, ma si è affidato a un discorso preparato prima, dove ha sintetizzato le sue priorità programmatiche. «Ho accettato la proposta di candidarmi ritenendo che l'attuale sia un momento veramente “storico” - ha detto -, visto che la linea di confine che ha diviso in modo innaturale Gorizia per decenni ora sta definitivamente per scomparire: potremo, fra un po', camminare dal centro di Gorizia a quello di Nuova Gorizia in meno di mezz'ora, attraversando diverse culture, concezioni della vita e del mondo e architetture. Sarà cura prioritaria - ha continuato - quella di favorire la costruzione di percorsi di sviluppo condivisi, a livello politico, economico e culturale, partendo dal punto in cui è arrivata la precedente giunta. La nostra zona può essere la Maastricht della pace, una terra dov'è stato versato tanto sangue, che diventa luogo di elaborazione, di studio e di concreta attuazione di dialoghi di pace fra rappresentanze di popoli in guerra». Alla visione globale Bellavite ha affiancato quella più “cittadina”, parlando, oltre che di commercio, industria, turismo, anche dell' «indispensabile revisione del piano del traffico». Ha anche parlato nuovamente delle multe, affermando che «non si tratta di difendere l'illegalità, magari cambiando le leggi che favoriscono la sicurezza, ma si tratta, invece, di correggere errori ed eventuali abusi aprendo a tutti un futuro più sereno e costruttivo». (p.a.)

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