Rapina in casa a una donna di 92 anni: tre arresti dopo il blitz della polizia a Mereto di Tomba
Gli agenti della Squadra Mobile seguivano da ore i movimenti dei tre sospetti. Dopo il colpo in un'abitazione di Savalons, i malviventi sono stati fermati con gioielli, attrezzi da scasso e passamontagna. L'anziana era stata immobilizzata e chiusa a chiave nella camera da letto

Tre cittadini italiani, di 48, 24 e 22 anni, residenti a Udine e nei comuni limitrofi, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l'accusa di rapina pluriaggravata in abitazione ai danni di una donna di 92 anni residente nella frazione di Savalons, nel comune di Mereto di Tomba.
L'operazione è scattata nella notte del 5 agosto al termine di un'attività di osservazione condotta dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Udine, che da ore monitoravano gli spostamenti dei tre sospetti.

L'arrivo a Savalons e l'ingresso nell'abitazione
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, intorno alle 22 i tre sono arrivati in auto nella frazione del Medio Friuli. Due di loro, vestiti completamente di scuro, sono scesi dal veicolo e si sono incamminati tra le abitazioni, mentre il conducente ha atteso poco distante lungo una strada sterrata.
Dopo circa venti minuti i due sono tornati sul luogo dell'appuntamento, sono risaliti in auto e il gruppo si è allontanato in direzione di Udine.
I poliziotti hanno deciso di intervenire pochi chilometri dopo, bloccando il veicolo e identificando gli occupanti.
In auto gioielli, attrezzi da scasso e passamontagna
Durante il controllo gli agenti hanno trovato numerosi monili dei quali i tre non hanno saputo giustificare il possesso, oltre ad arnesi da scasso, guanti, passamontagna e abiti neri ritenuti compatibili con il colpo appena messo a segno.
Le successive verifiche hanno consentito di individuare rapidamente l'abitazione nella quale i due uomini si erano introdotti poco prima.
La donna sorpresa nel sonno e costretta a consegnare gli anelli
Secondo la ricostruzione investigativa, i due avrebbero prima forzato una porta di alluminio per entrare nel giardino dell'abitazione e poi sarebbero penetrati nella camera da letto della proprietaria passando da una porta-finestra della veranda lasciata socchiusa per attenuare il caldo.
La novantaduenne è stata sorpresa nel sonno. Mentre uno dei due le impediva qualsiasi movimento, il complice avrebbe rovistato nei cassetti e negli armadi dell'abitazione, impossessandosi di gioielli e oggetti di valore.
Gli investigatori contestano inoltre ai due di aver costretto l'anziana a consegnare i tre anelli che indossava, compresa la fede nuziale.
Segregata nella camera da letto dopo la rapina
Prima di allontanarsi, i due avrebbero chiuso a chiave la porta d'ingresso della stanza dall'interno, trattenendo la chiave, per poi uscire nel corridoio e chiudere a chiave anche quella porta.
La donna è rimasta così segregata nella camera da letto, priva di telefono e senza altre vie di uscita, mentre i malviventi raggiungevano il complice per la fuga.
Gioielli restituiti alla vittima
Accompagnata negli uffici della Squadra Mobile, la novantaduenne, ancora profondamente scossa ma in discrete condizioni di salute, ha presentato denuncia.
La donna ha riconosciuto tutti i gioielli recuperati dagli agenti, che le sono stati immediatamente restituiti. Ha inoltre denunciato la scomparsa di una busta contenente 300 euro in contanti, custodita nella camera da letto.
Tre arresti e nuove indagini sulla refurtiva
I tre uomini sono stati arrestati in flagranza per rapina pluriaggravata in concorso e, all'alba, trasferiti nella Casa circondariale di Udine a disposizione dell'Autorità giudiziaria.
Sono stati inoltre denunciati per ricettazione in relazione a un paio di orecchini d'oro trovati nascosti sotto un sedile dell'autovettura, non riconosciuti dalla vittima e la cui provenienza è ancora oggetto di indagine.
Nel corso dell'operazione la Polizia ha sequestrato anche 380 euro in contanti e un telefono cellulare. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla legge.
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