Auto esce di strada e si rovescia: muore al ritorno della cena aziendale, grave il cugino

L’incidente in via della Villa, a Bagnaria Arsa. Il mezzo è finito ruote all’aria dopo essere finito contro il muro perimetrale di un giardino

Alessandro Cesare

Stava rientrando dalla cena di Natale con i colleghi di lavoro. Mancava una manciata di minuti alla mezzanotte di giovedì. La Jeep Compass con a bordo Niuvar Calao, 36enne di origini colombiane residente a Palmanova, e il cugino Diego Armando Ramos Calao, 32enne, anche lui trasferitosi in Friuli dalla Colombia, stava transitando lungo via della Villa, a Castions delle Mura. La nebbia era bassa e circondava ogni cosa.

Improvvisamente l’auto ha sbandato, è finita contro un palo della luce ed è decollata, terminando la sua corsa ruote all’aria nel giardino di un’abitazione dopo aver abbattuto un muro di cinta. L’urto è stato violentissimo e Calao, che era alla guida, è morto sul colpo. Ferito in maniera grave la persona che gli stava accanto. Sul luogo dell’incidente sono giunti in breve tempo i vigili del fuoco del distaccamento di Cervignano del Friuli, i carabinieri di Torviscosa e i sanitari della Sores, la Struttura operativa regionale emergenza sanitaria. Dopo aver tentato di rianimare il 36enne, senza riuscirci, hanno portato d’urgenza il cugino all’ospedale di Udine. Ricoverato al Santa Maria della Misericordia in prognosi riservata, non è in pericolo di vita.

Dopo il sinistro l’area è stata bonificata dai vigili del fuoco. Non è stato coinvolto nessun altro veicolo. I militari dell’Arma, che si sono occupati dei rilievi, sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Alla base di tutto potrebbe esserci stato un malore o un colpo di sonno.

Venerdì mattina, appena la notizia si è diffusa a Palmanova e tra la comunità colombiana della Bassa friulana in particolare, lo sgomento è stato grande. Calao lavorava alla Agrifish con sede a Castions delle Mura, realtà specializzata nell’allevamento di trote. La vittima era molto apprezzata, sia per le sue doti professionali (era dipendente, ormai, da sette anni), sia per le sue qualità umane. Il titolare della Agrifish, Stefano Campion, ha parlato di «un grande vuoto lasciato dalla sua improvvisa scomparsa».

Arrivato in Italia da bambino, insieme alla famiglia, viveva a Palmanova da 25 anni, dov’era riuscito a integrarsi perfettamente. Tra le sue passioni, oltre al calcio, c’era la musica. Diverse le testimonianze apparse sui social network da parte di parenti e amici che ne hanno ricordato lo spirito e la sensibilità. La data dei suoi funerali non è stata ancora decisa.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto