Atap, scatta la protesta: «Orari troppi piccoli, impossibile leggerli»

Gli orari delle corse degli autobus dell’Atap affissi alle bacheche delle fermate sono scritti con caratteri troppo piccoli e rappresentano una “barriera” all’autonomia delle persone ipovedenti.
Ne sa qualcosa Angelo Furlan, pensionato cordenonese di 84 anni. Da quando, qualche anno fa, non si è più visto rinnovare la patente di guida, l’anziano non rinuncia alla sua libertà di movimento ed è solito utilizzare il trasporto pubblico urbano per spostarsi tra Cordenons e Pordenone. Furlan viaggia sempre con una lente di ingrandimento perché, a causa di una patologia agli occhi, da vicino ci vede davvero poco. «Gli orari dell’autobus sono scritti in piccolo e fatico a vederli anche con la lente – lamenta il cittadino –. Se non c’è qualcuno alla fermata che mi aiuta mi trovo in difficoltà». È quanto gli è successo anche ieri, secondo giorno dal cambio dell’orario da invernale a estivo per le linee del trasporto pubblico urbano. «Non riesco a leggere gli avvisi all’interno dell’autobus – racconta l’anziano – ma sapevo che ci sarebbe stato il cambio da un autista. Tuttavia, se gli orari invernali li ho imparati a memoria – prosegue – quelli estivi non li conosco ancora».
Ieri Furlan voleva raggiungere piazza della Vittoria per farsi una passeggiata al mercato. È arrivato alla fermata della linea 4 in via Monte Pasubio confidando nella sua lente di ingrandimento. Trovando difficoltà a leggere, ha preferito rinunciare. «Non c’era nessuno alla fermata – dice – e non sapevo quanto avrei dovuto aspettare, perciò me ne sono tornato a casa».
Ciò che l’anziano non si spiega è «perché gli orari non possono essere scritti con caratteri più grandi per agevolare tutti, dato che nel caso della mia fermata la restante parte del foglio in cui sono riportati è completamente bianca». L’84enne ieri ha telefonato all’Atap lamentandosi. Lo aveva fatto anche in passato. «Mi hanno risposto che dovevo andare a Pordenone a presentare un reclamo scritto». Lui invece ha tagliato corto e ha deciso di rendere pubblico il disagio. «Non tutti hanno una vista acuta – rimarca l’84enne –, ma tutti hanno diritto di muoversi autonomamente con i mezzi». –
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