Assolto il pappagallo Coco “processato” per disturbo

Manzano: i vicini avevano raccolto firme infastiditi dai richiami del volatile. Ieri la sentenza pronunciata dal giudice per le udienze preliminari in tribunale

MANZANO. Prima bersaglio di petizione firmata dai vicini, poi “imputato” dinanzi al giudice per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Per Coco, maestoso Ara ararauna di due anni dal piumaggio giallo-blu, la vita a Case di Manzano non è tutta rose e fiori.

Tanto che la sua abitudine di gorgheggiare e di richiamare gli esemplari della sua specie ha finito per metterlo nei guai e portarlo in tribunale con una battaglia a colpi di carte bollate che ieri si è conclusa con la sentenza di assoluzione perché “il fatto non sussiste”.

Per Coco, e per il suo proprietario Paolo Visintini, imprenditore manzanese di 49 anni titolare della Edilnova, una vittoria tanto attesa quanto sudata.

Tutto è cominciato un anno e mezzo fa quando Visintini ha comprato Coco da un allevatore di Aquileia. «Doveva essere un regalo di compleanno per mia moglie, ma lui si affeziona a una persona sola che sceglie come riferimento, e ha scelto me» commenta compiaciuto il proprietario.

E così Coco, una specie di pappagallo che può essere particolarmente longeva fino a raggiungere gli 80 anni, è arrivato nel cortile dell’Edilnova in via San Giovanni a Manzano, e ha cominciato a presidiare l’ufficio dell’azienda. È allora che sono cominciati i problemi.

«Prima sono arrivate le telefonate anonime e le segnalazioni ai vigili urbani – racconta con rammarico Visintini – poi è arrivata la raccolta di firme, cui hanno aderito otto persone, e alla fine è partita la denuncia con il procedimento penale».

È così che Coco è finito nei guai, e con lui il suo legittimo proprietario. Le accuse nei suoi confronti erano quelle legate al disturbo della quiete pubblica. Stando alle dichiarazioni dei vicini il pappagallo chiassoso avrebbe l’abitudine di svegliare tutto il vicinato fra le 4 e le 5 del mattino con versi molesti destinati a richiamare i suoi simili.

«Nulla di più falso» argomenta Visintini, che si è presentato davanti al giudice per le udienze prelimari Daniele Barnaba Faleschini assistito dal legale di fiducia Federica Zambon.

«Coco ha paura del buio e verso l’imbrunire si mette a dormire - assicura il suo proprietario – i richiami li fa nel tardo pomeriggio o al mattino, io stesso per esserne certo ho dormito per un paio di notti in azienda. Non capisco come su una strada a traffico intenso il rumore dei camion e delle moto non infastidisca nessuno, come del resto i lo scarico dei mezzi pesanti all’alba all’esterno del supermercato attiguo, mentre i versi di un pappagallo al tramonto possono mobilitare il vicinato».

Con queste motivazioni quando Visintini si è visto notificare il decreto penale di condanna per il pagamento di 100 euro si è opposto e ha deciso di andare dinanzi al giudice. E alla fine, è arrivata l’assoluzione.

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