Assistenza in casa, gli angeli dei bimbi

PORDENONE. «L’assistenza domiciliare è il meglio che ci sia perché la malattia è come se fosse andata via».
Così ha scritto, in una poesia, il piccolo Giovanni, 8 anni, che di questo importante servizio è uno degli utenti. Non ci sono migliori parole per confermare il successo del progetto “Assistenza domiciliare pediatrica” i cui dati sui primi due anni di attività sono stati presentati ieri pomeriggio, alla presenza di moltissime persone nella sala consiliare della Provincia.
In prima fila l’assessore regionale alla Sanità Maria Sandra Telesca, Sergio Bolzonello, vice governatore della Regione, il sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti , Alessandro Ciriani, presidente della Provincia, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli Luciano Zanelli e il direttore sanitario dell’Ass 6, Mario Casini.
Il primo progetto di Assistenza domiciliare pediatrica viene proposto alla regione nel 2008 dalla dottoressa Lucia De Zen, pediatra oncologa che oggi ne è la coordinatrice, e dal primario di pediatria dell’ospedale di Pordenone, Roberto Dall’Amico, animati dalla volontà di salvaguardare al meglio il benessere fisico e psicologico dei bambini gravemente malati o in stato terminale.
La burocrazia, però, purtroppo ne rallenta il decollo. Nell’agosto 2010 la storia di Edoardo (due anni e mezzo, con esigenza di assistenza domiciliare) s’interseca con questa iniziativa. Edoardo infatti non può ritornare a casa sua, come vorrebbe, per passare gli ultimi giorni della sua breve vita nel posto in cui ha tanto giocato e riso, insieme ai suoi genitori.
La sua storia assomiglia a quella di tanti altri bambini che in silenzio terminano la loro vita lontani dalla propria casa. In seguito a questa ennesima piccola vittima, parte un movimento di sensibilizzazione (ben 18 mila firme raccolte in meno di un mese e portate al presidente della regione Renzo Tondo), il progetto inizia a prendere forma, finché il 7 luglio 2011 viene dato ufficialmente il via.
Oggi l’equipe del progetto può contare su due medici, due infermieri, una dietista, un facilitatore, la segretaria e uno psicologo. Dal giugno del 2011 sono stati seguiti 61 piccoli pazienti, l’età media è di 4 anni ma non mancano piccoli di pochi mesi, tra loro, 41 pazienti necessitano di presidi speciali come cateteri, dialisi, ossigeno e respiratori.
In due anni, l’assistenza ha realizzato 1500 accessi, 2000 prestazioni, 130 chemioterapie. A conclusione dopo le dirette testimonianze di molti familiari coinvolti dal progetto, l’assessore Telesca espresso tutta la sua ammirazione per il progetto che ha voluto conoscere partecipando alla serata, affermando che i principi delle cure palliative seguiti dal progetto sono in linea con quanto stabilito nelle nuove linee di programmazione sanitaria della Regione.
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